In occasione dell'appuntamento italiano con il mercato professionale dell'audiovisivo, Broadcast&Production vi offre in esclusiva i risultati di un'indagine quantitativa appositamente realizzata dal noto Istituto di Ricerca CIRM e quelli di un sondaggio qualitativo fatto dalla nostra redazione. Uno speciale contributo per fare il punto della situazione
In vista della fiera IBTS, il più importante appuntamento italiano per il mercato dei broadcaster, abbiamo deciso di raccogliere informazioni utili al fine di fare un vero e proprio punto della situazione sull'andamento del mercato del broadcast in Italia. Oltre agli sporadici "mugugni" o "trionfalismi" che capita di sentire occasionalmente a fiere e a incontri vari, si è pensato di organizzare un'analisi quantitativa e un'analisi qualitativa di questo mercato, offrendone pubblicamente i risultati sulle pagine della nostra rivista.
Per la parte quantitativa è stato incaricato un prestigioso e internazionalmente noto istituto di ricerca: il CIRM.
Per la parte qualitativa, più legata alla raccolta di impressioni, commenti e "a ruota libera" s'è attivata direttamente la redazione di Broadcast & Production.
Nel primo caso sono state interpellate ben 200 imprese (100 dalla parte dei fornitori dei servizi broadcast, a vario titolo, e 100 dalla parte degli utilizzatori, quali radio, Tv e società di produzione e post-produzione).
Nel secondo caso abbiamo sollecitato un centinaio di società fornitrici, una sessantina delle quali ha reagito in tempo utile, esprimendo opinioni qualificate e anche interessanti spunti di riflessione. Con l'occasione abbiamo anche raccolto una prima messe di anticipazioni sulle novità che saranno disponibili dall'autunno 2001.
Ecco a voi dunque i risultati di questo gran lavoro, che ha impegnato circa tre mesi tra preparativi e realizzazione.
Un'indagine esclusiva B&P-CIRM
La ricerca è stata condotta anche per valutare lo stato del mercato del broadcast in Italia, oltre ad analizzare la diffusione e l'efficacia dell'editoria specializzata nel broadcasting (con particolare riferimento all'andamento della nostra rivista "Broadcast&Production"), nonché per individuare i bisogni dei lettori della stessa, intesi sia come inserzionisti che come professionisti del settore.
Per raggiungere questi obiettivi conoscitivi, la ricerca è stata strutturata sull'esecuzione di 200 interviste telefoniche CATI, a due tipologie di aziende: 100 aziende ""broadcast" appartenenti a 5 settori: Servizi, Soc. di produzione e post produzione, Fabbricanti italiani, Filiali italiane di fabbricanti esteri e Distributori italiani di prodotti esteri; 100 aziende "radio-televisive": Televisioni nazionali, Televisioni locali, Radio nazionali, Radio locali e Radio e Televisioni satellitari.
Alle aziende così individuate è stato somministrato un questionario di 25 domande, nel periodo compreso tra il 26 e il 27 giugno 2001.
L'andamento dei mercati
In base alle affermazioni delle aziende intervistate, il settore della produzione e distribuzione ha sicuramente evidenziato un risultato, in termini di fatturato, migliore rispetto al "clima" economico dichiarato dalle sue clienti, le aziende Radio-Televisive.
Per più di metà delle prime (52%) nell'ultimo anno c'è stata una crescita del fatturato derivante dalla vendita di prodotti e servizi alle radio, alle Tv e alle società di produzione e post-produzione, soprattutto tra le filiali di fabbricanti esteri (62,5%) e tra le aziende del Centro Sud (60%). Per il 40%, invece, il fatturato è stabile mentre per l'8% è in declino.
Nel settore radiotelevisivo, invece, la crescita avvertita (in termini di raccolta pubblicitaria) è stata più contenuta (per il 40% delle aziende intervistate) mentre quasi la metà del campione (48%) ritiene il settore stabile. Il 12%, infine, ha registrato un calo del fatturato.
Insomma, in base alle affermazioni delle aziende intervistate, il settore delle Aziende Broadcast ha sicuramente evidenziato un risultato, in termini di fatturato, più incoraggiante per le aziende fornitrici di prodotti e servizi, rispetto a quello dichiarato dalle loro clienti, le aziende Radiotelevisive.
Gli investimenti effettuati
A differenza del fatturato, gli investimenti effettuati hanno registrato un andamento univoco tra le due tipologie di imprese, sebbene, ovviamente, in termini complementari: le aziende di produzione e distribuzione hanno parlato di investimenti in ricerca di nuove soluzioni tecnologiche e di marketing, mentre le loro clienti hanno parlato di investimenti in termini di acquisto di prodotti e servizi dalle prime. L'84% delle aziende broadcast e l'86% di quelle radiotelevisive hanno dichiarato di avere effettuato investimenti: i maggiori investimenti nelle aziende broadcast sono avvenuti tra i Fabbricanti italiani (94,4%), tra le aziende del Nord Ovest (92,7%) e tra quelle con fatturato in crescita (90,4%). In questo settore, gli investimenti sono stati rivolti alla tecnologia (per il 66% delle aziende) e al marketing (18%). Tra le aziende radiotelevisive gli investimenti prevalgono tra le aziende del Nord Est (95,7%) e, anche in questo caso, tra le aziende con fatturato in crescita (92,5%). Le aziende televisive hanno investito più di quelle radiofoniche (87% vs 84,8%). In questo settore gli investimenti maggiori riguardano gli impianti di trasmissione (54%) e quelli di studio (41%). Anche in automazione digitale hanno investito diverse aziende (28%) mentre gli investimenti in Infrastrutture, Internet e Satellite hanno riguardato un numero decisamente inferiore di aziende. Data la chiarezza delle proporzioni, lasciamo ai lettori la riflessione in merito alle prospettive di sviluppo in questi nuovi domini, in confronto alla realtà attuale del mercato degli utilizzatori intermedi (radio e Tv, principalmente) ad investirvi.
Gli investimenti previsti
Anche nella previsione degli investimenti c'è una leggera prevalenza delle aziende radio-televisive (86%) rispetto a quelle broadcast (81%). Tra queste ultime prevalgono anche in questo caso i Fabbricanti italiani (94,4%), le aziende con fatturato in crescita (88,5%) e quelle residenti nel Nord Ovest (87,3%) così come resta sostanzialmente invariata la prevalenza degli investimenti tecnologici (59%) su quelli di marketing (22%). Tra le aziende radiotelevisive, invece, c'è una maggiore differenza tra gli investimenti effettuati e quelli previsti: in questo caso, infatti, prevalgono le aziende del Centro Sud e quelle con fatturato in stasi o declino (entrambe con l'88,5% di aziende che intendono investire). Il settore televisivo si conferma più propenso all'investimento rispetto a quello radiofonico (88,9% contro 82,6%). La destinazione degli investimenti invece, ricalca la situazione attuale, con una prevalenza degli impianti di trasmissione (41%) e di quelli di studio (31%). Sicuramente, però, saranno le destinazioni di "tecnologia avanzata" ad avere una crescita maggiore: Automazione digitale (30%), Internet (13%) e Satellite (8%).
I MEDIA DEL BROADCAST
In questo contesto, ci perdonerete, abbiamo colto l'occasione anche per capire meglio le modalità di comunicazione interne al settore del Broadcast. Un esame che, più che per pura curiosità, è stato finalizzato a cercare di migliorare ulteriormente la qualità (in verità già più che buona, a quanto risultato dall'indagine stessa) e l'efficacia di Broadcast&Production come strumento di collegamento tra i due mondi che abbiamo indagato. Pensando di fare cosa gradita vi proponiamo uno stralcio anche di questa parte della ricerca.
Considerando la differenza di attività svolta, è ovvio che i mezzi di comunicazione siano utilizzati diversamente e per fini diversi tra le due tipologie di aziende: produttori e distributori usano i media per far conoscere (e quindi vendere) le proprie soluzioni, radiotelevisioni e società di produzione usano i media per essere informati e orientare le proprie scelte d'acquisto... insomma: le due facce della stessa medaglia!
Le aziende di broadcast utilizzano molto Internet (75%), le inserzioni su riviste di settore (64%), le brochure pubblicitarie (60%), fiere nazionali (59%) e visite alle aziende (56%) per comunicare.
Completamente differente è la gerarchia delle fonti di informazione nel campo radiotelevisivo: in questo settore prevale l'attenzione alle inserzioni su riviste di settore (62%), seguite dalle fiere nazionali (47%), da Internet (26%), dal passaparola con colleghi (19%) e dalle fiere espositive internazionali (17%).
Il giudizio su Internet, come mezzo di comunicazione, è sostanzialmente uguale tra le due tipologie di imprese: per la quasi totalità di esse (89% delle aziende broadcast e 87% tra quelle radiotelevisive) è un valido supporto ai canali di comunicazione tradizionali. Delle percentuali minime (4% e 5% rispettivamente) ritengono, invece, che sia un valido sostituto ai canali di comunicazione tradizionali. Le aziende che, infine, diffidano da questo nuovo mezzo ammontano al 7% delle aziende di broadcast e all'8% delle aziende radiotelevisive, che lo ritengono un inutile strumento perché ancora poco conosciuto.
Come visto, le riviste di settore sono molto utilizzate come mezzo di comunicazione, soprattutto per le inserzioni. Questo strumento viene ritenuto utile per veicolare informazione all'interno dell'azienda dal 77% delle aziende di broadcast e dal 96% di quelle radiotelevisive.
Le riviste specializzate che circolano all'interno dell'azienda hanno un grado di diffusione alto: nel 43,9% delle aziende di broadcast e nel 57,1% delle aziende radiotelevisive nelle quali circola almeno una rivista, questa viene letta da almeno 4 persone. Una diffusione media, invece, si ha nel 35,7% delle aziende di broadcast e nel 39,8% di quelle radiotelevisive mentre la diffusione bassa (1-2 persone) riguarda il 20,4% delle prime e solo il 3,1% delle aziende radiotelevisive.
A prescindere dal livello di diffusione, la maggior parte delle persone intervistate (42,9% nel settore broadcast e 46,9% nel settore radio televisivo) dichiara di dedicare circa mezz'ora alla lettura delle riviste specializzate mentre i lettori più attenti, ossia quelli che dedicano almeno un'ora alla lettura, raggiungono rispettivamente il 22,4 e il 23,5% delle due tipologie di aziende. Che dire in conclusione, se non augurare buona lettura a tutti, naturalmente di "Broadcast & Production"!