DOSSIER

SELF-PROMOTION
VIDEO E AUDIO

Ecco come si creano 30 secondi di emozioni

Come si autopromuovono le emittenti radiofoniche, televisive o i prodotti audiovisivi in genere? Lo abbiamo chiesto a dei protagonisti del settore radio e Tv, tra i quali alcuni alle prese con una fase di cambiamento e di rinnovamento della veste promozionale, come nel caso della «Rigenerazione di Mtv» o di «La Radio Totale» di Rds. Ma abbiamo interpellato anche esperti della Rete e di uno studio di produzione per raccogliere differenti ed interessanti idee

di Alessandro Miglio


Mtv

(02 7621171)
Per Mtv è sicuramente un periodo molto importante, il passaggio da una rete (Rete A) ad un'altra (Tmc2), rappresenta uno dei momenti più difficili e delicati della comunicazione. Raffaele Sangiovanni, direttore marketing, ci ha spiegato quali sono state le strategie adottate. «Anche se per il consumatore è solo un cambio di numero da premere sul telecomando, per noi è qualcosa di molto più importante. Proprio per questo abbiamo progettato una strategia di comunicazione molto articolata, costruendo un evento intorno a questo cambio di canale e realizzando una serie di iniziative che hanno accompagnato questa trasformazione. La stessa data del 1° maggio è stata all'insegna dell'autopromozione. E' infatti andata in onda una giornata speciale dal nome «Mtv Regeneration», che ha segnato il punto di partenza per una serie di eventi che hanno portato al passaggio, alla rigenerazione, appunto, cominciando proprio da una programmazione più ricca. Tutto è cominciato al Futur Show di Bologna con «Mtv Live Futur Show»: un mega concerto in piazza (gratis) a cui hanno assistito 40mila persone. E' lì che abbiamo cominciato a promuovere «Mtv Rigeneration» con due promo di due generi diversi, realizzati internamente dal settore On-Air Promotion e diffusi sui megaschermi del concerto. Uno, molto emozionante e coinvolgente, con immagini soft, l'altro, sul tema della giornata del cambiamento, facendo vedere i programmi, gli ospiti, i VJ e anticipando i contenuti della giornata del 1° maggio. Entrambi gli spot sono andati in onda sulla rete fino al giorno del cambiamento».
Come è stata organizzata la campagna spot per questo cambiamento?
La prima fase della promozione è andata in onda nel mese di aprile su ReteA Mtv, Tmc e Tmc2 ed è stata una campagna tattica, che dava una nuova immagine al canale e, nel contempo, comunicava il passaggio su Tmc2. Questi spot, realizzati dalla agenzia 180 di Amsterdam per il posizionamento del prodotto, rappresentavano delle situazioni un po' estreme che volevano comunicare come Mtv sia dentro ognuno di noi.
Non potendo comunicare esplicitamente su ReteA che ce ne stavamo andando, anche per riconoscenza verso la Rete che ci ha ospitato per tanti anni, abbiamo realizzato un codino agli spot che diceva, ci stiamo muovendo, «mooving soon», mentre su quelli di Tmc2 veniva precisato «coming soon», stiamo arrivando. Un terzo soggetto, sempre con lo stesso «looking feel» riguardante un concorso per tutti quelli che avrebbero seguito la trasmissione del 1° maggio, si è aggiunto ai precedenti. Ogni volta che compariva un logo speciale di «Mtv Regeneration» sul televisore bisognava telefonare e i primi due a collegarsi ricevevano dei biglietti d'invito per l'esclusivo concerto dei Rem che si è tenuto a Milano il 2 maggio, solo per Mtv e i suoi invitati.
Chi ha realizzato la campagna istituzionale per la nuova Tmc?
La campagna è stata realizzata da Pino Rozzi e Roberto Battaglia, due fra i maggiori creativi che ci sono oggi in Italia, con la loro nuova struttura «This is a thing». Due personaggi, fra l'altro, che sono strettamente legati a Mtv, per cui hanno realizzato la campagna di lancio in Italia, nota con il nome di «no sense Mtv».
Come gestite il rapporto Tv-Internet?
Verso metà di maggio è partita, sul canale televisivo, l'autopromozione del sito Internet (www.mtv.it). Si è trattato di una campagna multisoggetto, che si è conclusa con un soggetto unico per promuovere mensilmente i contenuti del sito. La campagna, che rispetta tutti i sacri crismi delle migliori produzioni pubblicitarie, è stata interamente concepita, studiata e realizzata all'interno dell'azienda, dal nostro reparto di On-Air Promotion, con la regia di Matteo Bonifazio.
Come tutto, si rigenera: il canale è rinnovato anche dal punto di vista dell'impacchettamento grafico. «Mtv Regeneration» ha una sua grafica speciale alla quale ha lavorato Roberto Bagatti, grafico designer, una delle anime creative del nostro staff, sotto la supervisione di Maurizio Vitale, il nostro responsabile, nonché mente creativa del team, del quale fa parte anche Tania Liberati che ha realizzato tutta la promozione televisiva del Futur Show.

Sitcom
(06 43224432)
«Ogni prodotto - esordisce Massimo Sannito, direttore creativo dell'azienda - oltre a comunicare i contenuti della propria rete, promuove anche le altre reti del gruppo, tanto per utilizzare un minimo di sinergia tra i vari canali. Sitcom produce circa l'80% della programmazione televisiva di tutte le sue reti, pertanto utilizziamo i billboard di apertura dei singoli programmi per annunciare di chi è la produzione, se Sitcom, se è una coproduzione o se è un prodotto acquistato esternamente. Su tutti i canali satellitari va in onda un promo della Sitcom azienda, «Sitcom le televisioni come le vuoi tu». Il messaggio che vogliamo trasmettere al telespettatore è: c'è una televisione per qualunque nicchia di mercato. La missione della Sitcom è infatti quella di offrire contenuti per la televisione.
Ogni canale, avendo una sua veste specifica, come nel caso di Marco Polo, dedicato ai viaggi e all'avventura, o di Nuvolari per i motori, ha una promozione trasversale su tutti gli altri canali, realizzata con spot da 15 e 30 secondi, completamente prodotti all'interno».
Chi realizza la parte esecutiva?
Tanto il momento creativo, quanto quello esecutivo, si svolgono all'interno di Sitcom: esiste un'agenzia, la Area Identità, che si occupa di tutto il brand immage dell'azienda. Area Identity Sitcom è un caso un po' particolare. Si è cercato di radunare diverse professionalità, che vanno dalla grafica cartacea alla videografica, dalla direzione artistica alla consulenza musicale, in un unico reparto, sotto la mia direzione, per la gestione di tutti gli elementi dell'immagine della comunicazione di fatto. Anche se può sembrare una scelta anomala, siamo convinti che lavorando nell'ambito della multimedialità sia necessario conoscere i termini di concept, i termini tecnico operativi, i media e le componenti dei media. In questo modo abbiamo realizzato un gruppo di professionalità diverse ma assolutamente in linea e in grado di gestire gli elementi della comunicazione a 360°, permettendo così di avere un brend unico ed omogeneo. Questo non è solamente un fatto di gestione imprenditoriale, ma è una vera mission, un po' come accade nelle agenzie di comunicazione americane che comprendono anche parte dell'advartising. Sitcom non è solo televisione, ma anche il sito Internet, il Wap con delle integrazioni che ne fanno più un modello di comunicazione multimediale che uno prettamente televisivo. Area Identity sta avendo già dei buoni riscontri anche per i clienti esterni alla Sitcom.
Come avviene la produzione?
Privilegiamo innanzitutto il materiale interno, ovvero le nostre macchine che possono essere Edit di Discreet Logic e Editbox di Quantel, però nel momento in cui ci servono particolari lavorazioni 3D o determinati effetti, ci rivolgiamo a dei professionisti esterni nel campo dell'animazione o ad aziende come Eta Beta, Estralia ed altre. In sostanza, la tendenza dell'azienda è quella di utilizzare il più possibile le tecnologie interne, ma, per determinate lavorazioni occasionali, per esempio il 3D, riteniamo più logico perseguire una politica di out-sersing, piuttosto che investire capitali in tecnologie che non sarebbero sfruttate in modo continuo all'interno dell'azienda.



Super 3

(06 35402973)
«La nostra emittente televisiva - spiega Daniela Carassi responsabile commerciale di Super 3 - pur essendo la più seguita nel Lazio, non dispone di settori particolari per l'elaborazione della grafica sonora, ma non per questo siamo poco attivi. Realizziamo circa 210 promo, di cui il 50% dedicati alle nostre produzioni, mentre l'altra metà riguardano programmi acquistati, ovvero i film. Il 15% della nostra programmazione è dedicata alle rubriche sportive, un 10% a quelle per i ragazzi - la nostra emittente è molto affermata nel settore dei bambini - e, per finire, un altro 10% è dedicato all'informazione e ai Tg. Ma, ultimamente, abbiamo inserito una nuova postazione di computer grafica per la realizzazione di scritte ed effetti tridimensionali, utilizzando Cool3D, animato da GenPlay e i tecnici che si alternano sono Massimiliano Borneto, Sabrina Raffaelli e Alessandro Antinori, il tutto seguito, per la messa in onda, da Giovanni Pallucchi. Inoltre abbiamo fatto realizzare dalla SBP quattro billboard che utilizziamo come intro per i nostri promo: sono molto semplici, ma graficamente in linea con l'emittente e, all'interno, aggiungiamo la parte dedicata alla promozione del programma o del film».


Radio Dimensione Suono
(06 377051)
Si è appena conclusa la nuova campagna promozionale di Radio Dimensione Suono, «La radio totale». Nella sede centrale del network, in viale Mazzini a Roma, abbiamo incontrato Gianluca Di Girolamo, responsabile dell'immagine della radio. Proprio a lui siamo andati a chiedere quali siano state le strategie seguite dall'azienda per questo cambiamento e quali siano state le scelte adottate per tutta l'autopromozione on air della radio.
«La Radio totale può voler dire tutto e niente - spiega Gianluca Di Girolamo -. Tutta la campagna mira a specificare perché sia la radio totale. Per questo ci siamo rivolti ai migliori esperti nella comunicazione e in particolare l'agenzia DDB, sicuramente una tra le migliori.
La DDB, oltre a realizzare la campagna stampa e la cartellonistica, ci ha proposto quella radiofonica che ha svolto azione di rinforzo e supporto al messaggio di base, «La radio totale»».
Come è avvenuta la scelta della comunicazione radiofonica?
L'agenzia ci ha sottoposto dei testi realizzati dai copy; ne abbiamo scelto uno, che, a nostro avviso, si avvicinava maggiormente allo spirito del messaggio che volevamo comunicare e da questo si sono sviluppate le altre versioni. Scelti i testi, la produzione degli spot è diventata di nostra competenza, ma sempre con la supervisione dell'agenzia che, in quanto creatrice dei testi, si è voluta riservare il diritto di controllare che venissero interpretati come gli autori li avevano immaginati.
Quale sarà il passo successivo?

Trattandosi di un messaggio di rottura rispetto al precedente, verrà assorbito e declinato su tutta la programmazione del network e verranno realizzati tutti i promo delle trasmissioni nello stesso stile. Verranno ricreate artificialmente le stesse situazioni personalizzandole ad ogni programma. Una volta esaurita la parte creativa della comunicazione, ad opera dei professionisti della DDB, la parte relativa alla produzione è stata realizzata da noi, come è naturale, essendo professionisti della radio.
Italia Network
(02 8917961)
Incontriamo Luca Sacchi e gli chiediamo a chi è affidata l'immagine sonora dell'emittente. «Viene fatto tutto internamente - risponde Sacchi - ed io sono il supervisore di ciò che va in onda relativamente all'autopromozione della radio.
La parte di jingle e promo viene ideata e creata da Tony H e Eddy Elena che studiano le sonorità e i testi, con un linguaggio che deve rispecchiare il taglio un po' particolare della radio. Alex C e Luigi Speciale sono i realizzatori veri e propri, che comandano computer, mixer e audio.
Tutti i programmi hanno almeno un promo, ma possono arrivare anche ad avere quattro o cinque soggetti l'uno. Per esempio, i programmi di intrattenimento e divertenti, come quello delle «Fave» o dei «Cavalli Marci», hanno vari soggetti, che, al contrario dei promo classici, vengono realizzati con dei pezzettini di trasmissione, realizzando un vero e proprio miniprogramma, molto ritmato e divertente. Di conseguenza abbiamo circa 25 jingle che autopromuovono la radio. Un periodo particolare lo abbiamo vissuto quando sono usciti i nostri manifesti per la campagna pubblicitaria «Rapito da Radio Italia Network»: abbiamo realizzato in contemporanea, dei mini Tg sulla radio, chiamati «Rapinews» che parlavano dei riscatti e dei rapimenti dei nostri disk jokey e dei nostri ascoltatori. In breve: una sorta di mini fiction, sempre ideata e realizzata da noi, specialmente da Tony H che è la nostra mente creativa.
Che tipo di apparecchiature utilizzate?
Sistema Dalet per quanto riguarda l'emissione finale del prodotto della radio. Per la creazione di questi promo utilizziamo i programmi Soundforge oppure Cooledit, che poi sono i programmi maggiormente utilizzati.


Adesso Web...
Venendo ora a occuparci di Internet, ci siamo chiesti: cosa c'è da «vedere» oggi sul Web?
Sicuramente a questa domanda vi può rispondere webcast.it (Webnext - 02 818801), un sito strutturato e organizzato in categorie, in modo che gli utenti possano cercare quello che desiderano per categorie o attraverso un motore di ricerca interno, costruendosi un loro palinsesto. «Noi non produciamo materiale come una Web radio o una Web Tv - precisa Fabio Allegreni, responsabile di Webcast -, ma mostriamo agli utenti il modo migliore per trovare materiale di tutti i tipi, sia da ascoltare che da vedere.
Radio e Tv solo su Internet?
Per quanto riguarda l'Italia, non ci sono molte Web Tv, ad eccezione di qualche progetto di rete televisiva creata da Fastweb. Quindi parliamo di chi sta fornendo servizi di connessione veloce, creando una programmazione che possa essere sfruttata al meglio da chi ha una connessione ad Internet via ADSL o meglio ancora via fibra ottica. Quello della webtv è un mercato che ancora non esiste, ma che si sta creando in questo momento. Una realtà parallela, e un poco più sviluppata, è quella della webradio. Ci sono tantissime radio che già esistono via etere e che si sono presentate anche via Internet, ma di radio che trasmettono esclusivamente via Web ce ne sono poche. Esistono, invece, molti canali tematici, Kataweb, per esempio, ne ha cento, e anche Vitaminic dispone di un servizio analogo.
Per le radio che già trasmettono via etere, il Web rappresenta un ponte verso il resto del mondo.
Sia per la radio locale che per quella nazionale, esiste la possibilità di raggiungere quegli utenti che, o per via della distanza o a causa di zone oscure al segnale o non coperte, non sarebbero mai raggiungibili.

Dcod
(06 39751237)
Parliamo di uno dei siti italiani più interessanti, www.dcod.it. Ce lo descrive l'amministratore unico Paolo Cassiano.
Che tipo di autopromozione realizzate sul sito?
Principalmente abbiamo diviso la home-page in aree diverse, già attuando una prima differenziazione e una migliore autopromozione delle singole parti e lasciando una parte dello schermo dedicata a dei veri e propri promo, realizzati in Flash. Comunque la nostra autopromozione sta nella natura stessa del prodotto.
Ovvero?
Non siamo una radio, non siamo un canale musicale, tanto meno un sito di download.
Abbiamo affrontato il nuovo media come nel caso di un nuovo prodotto, pertanto Dcod è il primo streaming media italiano. Abbiamo siglato e collaborato alla stesura della prima licenza per ciò che riguarda trasmissioni musicali via Internet e trasmettiamo notiziari d'informazione attraverso un accordo stipulato con l'agenzia di stampa Area. Ogni giorno vanno in onda quattro notiziari, con un massimo con 15 servizi speciali arricchiti di contributi audio e video e con la possibilità di riascoltare il notiziario in ogni momento, cosa che non avviene per la televisione o per la radio. Dcod è stata la prima struttura su Internet ad essere autorizzata dalla Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana).
Come siete organizzati tecnicamente?
Dcod è una struttura molto efficiente, flessibile e snella, ma molto tecnologica. Abbiamo la possibilità di aggiornare i contenuti in tempo reale, ci siamo inventati un metodo per farlo, un sistema nel quale siamo tutti imprenditori, giornalisti, direttori artistici, operatori o segretari a seconda delle esigenze del momento. Il nostro sito è molto particolare non permettiamo il download dei brani, siamo partner con la Siae e con la Lega Antipirateria.
Per noi gli eventi assumono un ruolo fondamentale su Internet, intendiamo rendere partecipe il navigatore, dalla ripresa alla trasmissione di eventi, concerti, interviste. E' possibile infatti stabilire un filo diretto con gli utenti e valorizzare le potenzialità di Internet: un servizio su un evento è recuperabile, lo si può vedere più volte, cosa impossibile con un altro media.
Quali saranno gli ulteriori sviluppi?
Ci stiamo orientando verso la realizzazione di eventi creati esclusivamente per Internet, nei quali l'utente sia in grado di modellare la propria regia, studiare le angolazioni di ripresa e i primi piani, offrendo punti di vista mai realizzati prima.

Kataweb
(06 49234681)
Un altro prodotto importante e variegato è Kataweb.it. Oltre a tutta la promozione che viene realizzata in sinergia con i prodotti del Gruppo Editoriale L'Espresso, Kataweb on line ha voluto cambiare, rifarsi il «look». Siamo andati a chiedere quali sono stati i motivi di tali decisioni, soffermandoci in particolar modo su KwRadio. Camilla Recchiuti, della direzione operativa marketing, ci ha descritto alcune delle strategie adottate.
«Il discorso broadcast era legato al portale dell'anno scorso, ma quest'anno ha subito una frammentazione. Il broadcast è infatti diventato quasi un subportale di Kataweb, per cui c'era anche un po' di confusione nella navigazione. Abbiamo pertanto eliminato il discorso del broadcast e ribrendizzato tutti i prodotti singolarmente, KwSound, KwRadio, KwSalute, KwLibri, KwLavoro, ecc. Per comunicare questo cambiamento abbiamo creato una serie di eventi, alcuni dei quali i sono andati in diretta anche sul portale.
On line abbiamo realizzato diverse campagne promozionali che avevano come soggetti i vari prodotti del portale, che a rotazione venivano pubblicizzati con dei banner.
Quando abbiamo raggiunto i cento canali radio, sono stati realizzati dei banner appositi che comunicassero tale servizio. Inoltre, avendo più di 25 portali su Kataweb abbiamo cercato di dare la giusta promozione ad ogni uno di essi all'interno della home-page del sito. Quando è possibile adottiamo delle sinergie anche tra i diversi settori di Kataweb. Per esempio, se in un articolo di musica si cita un'artista o un disco, si informa l'utente che può ascoltare quel brano nella sezione KwRadio e così via».

Trendaudio
(035 4250804)
Un evento particolare, ormai a cadenza annuale, è Cartolandia che quest'anno ha scelto, come tema, la pace e chiede alle scuole lo sforzo di pensare, costruire, percorrere sentieri di pace. Cartolandia «vola alto»: ogni scuola e ogni classe possono evidentemente privilegiare uno o più percorsi proposti, l'importante è credere che l'educazione alla pace e il lavorare per la pace produrrà i suoi frutti proprio a partire dai bambini.
Parliamo di questo evento con Ivan Suardi per sottolineare come una struttura quale è la Trendaudio (lo studio di produzione di cui è titolare), si trovi ad operare di fronte a un evento promozionale complesso che coinvolge radio, Tv e quotidiani locali, oltre a manifestazioni di piazza, e come ogni singolo media vada affrontato con un approccio tecnico e organizzativo diverso. Nell'insieme questo è un esempio originale di iniziativa che, al contempo, promuove valori positivi, regge un'azione di sponsoring e permette a radio e Tv una valida autopromozione a livello territoriale.
Chi vi ha commissionato il lavoro?
L'Eco di Bergamo, del Gruppo SESAAB, editore anche di Radio Alta e Bergamo Tv , ci ha commissionato la manifestazione, che si è tenuta lo scorso 26 maggio presso il parco Fantasy Word Minitalia di Capriate- (BG).
Era collegata ad un concorso, «Cartolandia», nel quale sono state coinvolte tutte le scuole elementari e medie di Bergamo e provincia.
L'evento è stato promosso dalla Lactis, azienda distributrice di latte, e dalla Creberg, una delle principali banche del settentrione.
La manifestazione è abbinata anche a Bergamo Tv, attraverso una trasmissione televisiva.
A noi è stata commissionata una sigla che doveva avere delle valenze particolari. Così, insieme a Simone Locatelli, che è il direttore artistico di un gruppo di animazione Latino-Americano, abbiamo realizzato un motivo ballabile.
Trendaudio si è occupata principalmente della musica e Simone Locatelli del ballo, che doveva risultare molto coreografico e facile da imparare, in modo che anche i bambini e i loro genitori fossero in grado di eseguirlo.
Il brano, una Latin-Dance alla Ricky Martin, molto fruibile, d'impatto semplice, facile da imparare, ha rispecchiato lo spirito della manifestazione, la voglia di stare insieme.
Una volta realizzate la musica, le parole e il ballo?
Siamo passati alla fase successiva, che è stata quella legata alla realizzazione del video, con l'interpretazione della canzone e il ballo di gruppo.
Abbiamo realizzato anche una serie di basi per uno spettacolo che è stato poi portato in giro per la provincia; un jingles di 30 secondi, appositamente creato per la radio e, la sigla del programma televisivo, con alcuni stacchi e sottofondi da utilizzare all'interno del programma stesso.
Altre varianti del prodotto?
E' in produzione un Cd con una serie di versioni diverse della canzone.
Ce ne sarà una per la radio, una per il karaoke, una originale, una per la discoteca, ecc.
Chi sono gli altri partecipanti all'operazione?
L'autore dei brani sono io, l'autore del testo è Claudio Calzana, l'interprete è Sergio Fumagalli, il corpo di ballo è diretto da Simone Locatelli e il coro è composto da alcune voci scelte dalla scuola di canto Piccoli Musici di Bergamo.
Che strumenti utilizzate?
Abbiamo uno studio di registrazione totalmente digitale Protools con Mixer Yamaha e strumenti elettronici, coadiuvati da un chitarrista e un bassista, in quanto il brano richiede delle sonorità molto calde e solari.

Non è più il tempo dei jingles «ispirati» agli States
di Andrea Vitali*
*Responsabile Trip Fm,
l'area radio di Clip Audio,
unità audio di Trip
Multimedia Group
Qualcuno li chiama stacchi, taluni station ID,qualcun altro station break, altri ancora jingles.
Il glossario ci sarebbe, ma quasi nessuno fra i protagonisti della radiofonia italiana ancora conosce le sfumature che distinguono un «liner» da uno «station ID». Questo la dice lunga sulla maturità del mercato del jingle in Italia. Le diverse interpretazioni del «glossario del jingle» danno l'idea delle difficoltà in cui operano le pochissime strutture per le produzioni audio, finalizzate all'immagine di una stazione radio in Italia. Il glossario, comunque, non è il problema: per il committente la difficoltà risiede nel cosa chiedere ad una casa di produzione audio per il restyling sonoro della propria emittente.
Per chi fa il nostro mestiere, il problema è fornire al cliente quello che si aspetta, che non è necessariamente significa quello che gli piace... In termini commerciali la frase può sembrare contraddittoria, stando alla più canonica regola della domanda e dell'offerta, ma stiamo parliamo di «questioni artistiche» e la differenza la farà chi ascolta, che per noi di Trip è il «vero cliente». A Trip Fm, l'area dedicata alla radio di Clip Audio (che a sua volta fa parte di Trip Multimedia Group), il cliente non è chi compra la produzione audio, bensì colui al quale è diretta: l'ascoltatore dell'emittente. È proprio da questa certezza che partiamo nell'affrontare un progetto, piccolo o grande che sia, di sound design, per armonizzare al meglio format, identità artistica, carattere e obiettivi promozionali dell'emittente. Anche i brevi ed essenziali 7 o 10 secondi esprimeranno l'immagine sonora della stazione: per questo «disegnarla» per noi significa dare un trattamento di tipo «pubblicitario» ad ogni singola produzione, il che talvolta ci obbliga a risolvere vere e proprie problematiche d'identità artistica. Cosa è cambiato in sostanza nell'approccio a questa tipologia di produzioni audio?

C'era una volta il «pacchetto»
Sostanzialmente oggi cambia la modalità di esprimere l'offerta. Una volta si ascoltava un demo, magari di uno studio straniero (per lo più Usa) e si era rapiti dal suono, dalle melodie e dalle armonizzazioni, dalla magia degli effetti elettronici che si distinguevano in Laser, Sweeper, Stinger... oggi ormai improponibili per qualsiasi radio.
Il pacchetto realizzato in Usa (quasi sempre a Dallas) per radio «wxky» veniva poi ordinato dalla radio italiana. Sulle basi musicali venivano cantati jingles per l'emittente, che sembravano cantati da tanti... Dan Peterson! D'altronde Paolo Monesi (nella foto a sinistra) ha fondato i «mitici» Clip Digital Studios nel 1987 proprio con l'obiettivo di non «scimmiottare» gli americani, come facevano tutti in quel periodo, ma di creare un suono più europeo e più vicino ai gusti italiani, anche per i jingles. Un dato emblematico, frutto di questa scelta: cento cassette demo inviate nel 1988 hanno portato all'acquisizione di 89 nuovi clienti. Alla fine del 1992 le radio che avevano affidato la produzione del proprio sound design a Clip erano già oltre mille. Ora, sempre più spesso (e lo verifichiamo direttamente ascoltando le richieste di chi si rivolge a Trip), il cliente cerca «l'abito su misura» per la sua emittente e non un semplice adattamento in lingua di un format già esistente. L'esigenza è chiara, la ragione lo è altrettanto: la radio che si vuole «far suonare» è la «propria radio» ed è quindi unica. Oggi inoltre possiamo aggiungere che uno stile italiano esiste: la magia dei suoni è nient'altro che un trattamento, mentre lo stile che vogliamo realizzare noi di Trip consiste nell'incarnare, con suoni e idee, lo spirito di un'emittente, e trasmetterne il linguaggio agli ascoltatori. Per questo motivo studiamo l'emittente per alcune settimane prima di dare vita ad un progetto. Quindi le prime domande che devono essere rivolte all'emittente sono: chi siete? Cosa fate? A chi vi rivolgete?
Produrre un jingle o realizzare un progetto completo di sound design vuol dire usare la stessa filosofia che viene impiegata per la pubblicità: anche il jingle ha un target, una mission, una promessa. Addirittura, quando possibile, sviluppiamo un progetto integrato di comunicazione avvalendoci anche delle altre unità produttive del nostro gruppo multimediale (grafica, video, Web, wireless, cd-rom , events).
Per sostenere quanto affermato, e a conferma che non si tratta solo «teorie» o «belle intenzioni», possiamo illustrare molte nostre case histories, di diversi stili e formati editoriali, realizzate in ogni parte d'Italia.
Abbiamo firmato il sound design di Radio 2 Rai, introducendo per la prima volta nell'Ente Pubblico la filosofia del logo sonoro, ossia delle medesime note distintive per ogni identificativo e sigla dell'emittente, con produzioni confezionate su misura per i vari momenti del clock. Lo stesso Paolo Monesi ha tenuto un seminario per il corretto utilizzo delle produzioni affinché Radio 2 fosse la prima radio di Stato ad adottare veramente il linguaggio sonoro delle radio private di flusso.
Nostra è stata la «collana swing» per Radio Montecarlo, realizzata con una vera Big Band, così come è nostra buona parte delle produzioni in onda su Rmc negli ultimi anni.
Un'altra case history è il confezionamento della più recente library di jingles per Radio 105, del tutto votata all'innovazione stilistica.
Tra i progetti attualmente in cantiere ricordiamo il sound design di Best Radio ad Atene, e quello per Radio Padova: il battesimo del nuovo sound design nell'Fm veneta avverrà questa estate e nel frattempo il nostro laboratorio musicale MPEM sta macinando idee. I progetti ovviamente sono dimensionati ai budget e questi possono avere un range che può andare dai 5 ai 100 milioni di lire. Per quanto ci riguarda, come Trip Fm possiamo fornire una produzione ai massimi livelli, oppure «di serie», ossia low-budget... ma in ogni caso non avremo mai attenzioni, livelli di dignità di realizzazione e di stile diversi tra i progetti essenziali e quelli più complessi.

Per saperne di più: www.trip.it.