L’INGEGNERE MASCHERATO

Il codice di tempo e la sua fase

di Mario Orazio*

L’Ingegnere Mascherato è uno dei più popolari collaboratori della nostra sorella maggiore TV Technology negli Stati Uniti. Veramente unica è la sua capacità di affrontare argomenti anche ostici di tecnologia televisiva da un punto di vista paradossale e polemico, ma sempre rigoroso. Il tutto utilizzando uno "slang" pittoresco e brillante.

LAGGIÙ DA QUALCHE PARTE, magari non ci avete fatto caso, ma se c’è una cosa che mi fa impazzire, è il codice di tempo.

DSì, proprio lui, il buon, vecchio, caro Time, insomma quello che di cognome fa Code, avete capito, sì, quello là, Time Code. No, non è che mi voglio lamentare del “drop frame”, o del “pull-up” e del “pull-down”, o della fighissima forma d’onda del nostro amico Time, quella che poi, garantito al limone, ve la ritrovate pari pari in ogni canale del vostro sistema. No, no, veramente quello che mi intrippa da matti oggi sono proprio i fodamentali, il sincronismo e la fase. Se il tuo codice di tempo non è agganciato al segnale video che stai registrando, tanto vale che ti metti a dare dei numeri a caso, tanto è uguale. Però, anche se è agganciato, ma non è nella giusta fase, hai una probabilità bella alta alta di appiccicare i tuoi bei numerini sui fotogrammi sbagliati.
Mo’ già vi vedo, un bel numero di voi lettori che si gratta la pera e si domanda: ”E mo’ che piffero è ‘sta fase del codice di tempo?” Beh, andatevi a rileggere la normativa SMPTE e ve ne accorgerete. Guardate dov’è che dev’essere l’impulso di sincronismo. Se non è là, allora il codice è fuori fase. Semplice, no? Allora, mo’, proprio così come c’è un casotto di fabbricanti che fanno indicatori di correlazione stereo, o filtri ottici neutri (vi ricorda qualcosa a voi lettori più affezionati del vecchio Mario?), così c’è anche un bel po’ di gente che, sui lettori di codice di tempo di sua produzione, indica il sincronismo e la sua fase. E allora perché cacchio i videoregistratori sono tutti dotati di generatori / lettori di time code senza indicatori di sincro e fase? Eh? Perché? Sento già qualcuno di voi che mi risponde: “Proprio per lo stesso motivo per cui non ci mettono gli indicatori di correlazione audio, caro Mario”… Ma allora siete bravi, allora non è vero quello che dice sempre quel fetente del direttore di questo giornale, che i miei lettori in mezzo alle orecchie ci hanno solo fuffa. Mo’, immaginatevi ’sta situazione. Tu stai registrando un segnale video che arriva, con il suo bravo time code, da una sorgente misteriosa. Naturalmente, siccome sei uno bravo, usi il tuo videoregistratore in modalità “jam-sync”, in modo che, se il codice dovesse casomai sparire, al tuo nastro ci fa un baffo a tortiglione. E allora, se il codice della sorgente misteriosa non è agganciato, quello che tu stai registrando invece sì che lo è, però si dà il caso che tutti quei bei numeretti saranno un pochettino incasinati, una cifra ripetuta qua, un’altra lisciata là… E lo stesso se la fase è sbagliata, o anche solo incerta. Io, quando uso il codice di tempo, voglio essere sicuro che è agganciato al video e che è anche in fase, che il “drop-frame” è coerente con l’andamento della numerazione, e che i numeri si incrementano uno alla volta. Un amico mio una volta registrò tutto un programma con un codice di tempo correttamente agganciato e in fase, proveniente da un generatore che era stato lasciato in stand-by tutto il tempo. E già! Quanti anni sono che usiamo il codice di tempo? E non sarà ora che impariamo a farlo come si deve?