DOSSIER RISTRUTTURAZIONE
RISTRUTTURARE GLI STUDI RADIO E TV
Studio, dolce studio...
Questo mese eccoci alle prese con un tema che potrebbe sembrare insolito, ma che è fondamentale per tutte le imprese di produzione e post-produzione radiotelevisiva. Ci occupiamo
di come si debba affrontare la problematica della costruzione o, più spesso, della ristrutturazione di ambienti da destinare a studi radio o Tv (ma anche cinematografici).
Per questo abbiamo incontrato alcuni professionisti esperti e conosciuti.
di Alessandro Miglio
Cerano una volta gli studi De Paolis, proprio come in una favola. Perché il primo giorno in cui abbiamo cominciato a lavorare a questo dossier, cè stato lincontro con Daniele Taddei: un imprenditore di 34 anni che oggi amministra e dirige uno dei principali e più grandi studi italiani per la produzione televisiva e cinematografica. "Oggi gli Studios (tel. 06 4386 792), ex Studi De Paolis, sono un vero centro multimediale - tiene a sottolineare Taddei - dove si girano spot, si realizzano set virtuali, si organizzano convention, sfilate di moda, feste esclusive, ma dove si può anche festeggiare il proprio compleanno, magari sul set di una fiction o di un film appena concluso. Il centro ospita inoltre la sede della nuova Università del Cinema". Ma torniamo alla nostra favola
Cera una volta un ragazzo con la passione per il cinema, nato alla fine degli anni 60 e vissuto proprio di fronte agli studi De Paolis. Per tutto il tempo della sua infanzia ha sbirciato tra i set cinematografici di Dario Argento, Carlo Verdone, Massimo Troisi, Luciano De Crescenzo, per non parlare dei grandi personaggi del cinema che sono passati per gli Studi De Paolis: Totò e Peppino, Fellini, Pasolini, Scola, Monicelli, Loy, Bolognini. In questi studi sono stati girati più di 2mila film. Purtroppo con la fine degli anni 80 gli studi De Paolis fallirono per una serie di investimenti sbagliati da parte della proprietà. Quel ragazzo, che aveva vissuto tanti sogni ad occhi aperti nati tra quelle mura, non ha sopportato lidea di vedere gli studi smantellati e venduti a pezzi, magari per lasciare il posto a un nuovo centro commerciale. Così, un po per incoscienza, un po per sfida, ha voluto affrontare unimpresa che alcuni hanno definito da sognatore, altri coraggiosa.
"Cerano topi, barboni e tutto cadeva a pezzi - ricorda Taddei -. Gli ambienti erano abbandonati dal 1991 e nessuno ci avrebbe investito una lira! Anzi ci si aspettava solo lo smembramento di questa area metropolitana, che avrebbe significato la perdita di un immenso valore storico cinematografico. Decisi di prendere in locazione la struttura, iniziando da prima a utilizzarla come un parcheggio a pagamento. Con i primi guadagni ho ripristinato il primo Teatro, cominciando con le sfilate di moda. Proprio grazie a Fendi e alla presentazione della sua collezione, nel 1996 è iniziato il ripristino degli studi, dei camerini e delle altre strutture. Successivamente abbiamo ospitato la manifestazione lEstate Romana. Nel 1997 si sono girati i primi ciak con gli spot della Lavazza e del profumo Chanel N°5, che hanno visto come interprete Tullio Solenghi nel primo, e come regista Luc Besson nel secondo. Poi è cominciato il boom della fiction.
Nel 1998 iniziano le riprese di "Linda e il Brigadiere" con linterpretazione di Claudia Koll e Nino Manfredi, fino ad arrivare ad oggi, con la terza serie di "Incatesimo". Confesso di essere stato anche fortunato per il grande successo che sta riscuotendo la fiction italiana, anche se i primi anni sono stati durissimi. Attualmente - continua Taddei - sono attivi otto Studi su dieci e presto ci accingeremo a rendere operativi anche gli ultimi due. Lo Studio 10 diventerà il più grande teatro di posa, al chiuso, dEuropa, con una metratura di 44 metri di lunghezza per 30 di larghezza. Volendo, già oggi, unendo i teatri 7, 8 e 9 possiamo raggiungere una lunghezza di 150 metri per 24 di larghezza e 18 di altezza". "Per rendere possibile tutto questo, il recupero e il ripristino di strutture e ambienti - ricorda ancora Taddei - ci sono voluti anni di lavoro e personale qualificato. Prima di tutto un grande aiuto mi è giunto dallarchitetto Lucio Coccia, quando si è trattato di mettere mano alle strutture e al rifacimento degli studi. Le principali ditte che ci hanno aiutato in questo lavoro sono state la Dari Automazioni, per tutto il lavoro di carpenteria e capriate, e la SCM per quanto riguarda i progetti e le strutture".
Come spiega Tonino Dari (tel. 0348.7209119), della Dari Automazioni, "Quando è andato a fuoco lo Studio 6 abbiamo ricostruito completamente la struttura del tetto, chiaramente migliorandola. Una volta specificate quali erano le nuove esigenze, abbiamo fatto i calcoli e presentato il progetto con la soluzione migliore. La precedente struttura non permetteva di attaccare cavi, mentre oggi, specialmente nelle strutture televisive e cinematografiche, si è visto quanto è importante poter attaccare luci e telecamere. Così la tenuta della capriata che abbiamo ricostruito non poteva essere limitata al solo sostegno del tetto, ma doveva sostenere carichi maggiori in modo da poter far fronte a tutte le possibili esigenze scenografiche. Quando realizziamo lavori di ricostruzione di capriate, di carpenteria o automazioni teniamo sempre conto delle esigenze del cliente, dei costi, dei tempi e della sicurezza del lavoro finito".
Ma vediamo quali sono le differenze che si affrontano nel realizzare studi che ospiteranno scenografie cinematografiche o televisive "Laspetto principale è lo spazio - afferma Tonino Dari -. Fino a qualche anno fa le televisioni lavoravano con spazi nettamente inferiori a quelli del cinema e avevano meno esigenze di strutture. Oggi la differenza si sta sempre più assottigliando; anche la televisione ha bisogno di grandi spazi, non solo, ma anche di strutture adeguate. E
necessario poter disporre di svariate possibilità per attacare luci o telecamere, ma anche spazi grandi per poter allestire scenografie permanenti e di notevoli dimensioni. Tipico esempio sono quelle della fiction, che prevedono strutture che rimangono fisse per vari mesi se non anni. Nel caso dei teatri degli Studios che sono stati riprogettati per il cinema, lutilizzo per la televisione è sempre possibile. Un grande studio può ospitare un set cinematografico, ma anche un set televisivo, mentre linverso non sarebbe pensabile. Un altro esempio pratico di similitudine tra i due generi è quello delle luci. Fino a qualche anno fa gli studi televisivi disponevano di strutture a pantografo fisse che sostenevano il carico delle luci. Oggi questo sistema non è più utilizzato, perché lo scenografo televisivo non vuole essere condizionato dalla presenza di strutture fisse, ma vuole creare una scenografia come lui lha pensata e poi di conseguenza piazzare le luci, non essendo più vincolato da nessuna posizioni fissa. In questo modo lo scenografo si preoccupa solo dello spazio disponibile senza tener conto di altri vincoli. Oggi si preferisce realizzare delle passerelle attaccate ai soffitti o intorno ai muri per poter avere il maggior numero di possibili appoggi per le luci.
Questo fa sì che a monte ci siano dei calcoli per progettare capriate più robuste e per poter offrire questo tipo di soluzione nella massima sicurezza". Ma anche il lavoro è cambiato in questi anni "Possiamo partire - continua Tonino Dari - da un primo dato: il mondo del teatro, della televisione e del cinema hanno un comune denominatore, il tempo! Lavori per i quali normalmente si impiegavano 30 giorni, oggi devono essere realizzati in 10, quindi dobbiamo lavorare di corsa, bene e con zero margine di errore. Per esempio abbiamo realizzato qui a Roma un lampadario per San Remo di 18 metri di diametro e 9 metri di altezza. Non potevamo sbagliare assolutamente; se una volta montato sul posto si fosse verificato qualche problema, non ci sarebbe stato il tempo di riportarlo a Roma e rifarlo. Questo implica un approfondito lavoro di studio e di progettazione. Naturalmente se riteniamo che i tempi a disposizione possono compromettere la sicurezza del lavoro finito, ci riserviamo di rifiutare lincarico. A fine lavoro, oltre al collaudo e alle certificazioni di legge, consegniamo al cliente anche una specie di libretto di istruzioni, dove vengono riportati tutti i disegni tecnici, meccanici, aereodinamici, elettrici, nonché un elenco dei rischi nei quali si può incorrere utilizzando questo sistema. Infine vanno osservate tutta una serie di regole che specifichiamo nellutilizzo dellattrezzatura". Qualche lavoro particolare e curioso che avete realizzato? "Oltre ai teatri di Roma, abbiamo realizzato i palchi mobili dei due Casinò in Slovenia, il palco del Mulin Rouge, ma limpresa più impegnativa e curiosa è stata realizzare, per la festa del Sultano di Oman a Muscat, allinterno di un castello spagnolo un palco mobile per un teatro".
Ma il lavoro non finisce qui. Spesso, specialmente per i lavori più importanti e complessi, ci si avvale di progettisti e strutturisti, in modo tale che chi realizza la scenografia in legno, in vetroresina o in qualsiasi altro materiale, possa trovare i supporti giusti su cui poter realizzare le scenografie. Una delle principali aziende in Italia e la SCM (tel. 06 7016 655)
"Il proprietario degli studi dove di solito si realizzano scenografie televisive o cinematografiche - spiega Stefano Concoletti, responsabile della SCM - dispone già di una serie di allestimenti fissi e pronti per essere affittati a questa o quellaltra produzione, ma spesso questo non basta.
Il primo passo di una produzione è quello di affidarsi a uno scenografo il quale, studiato il programma televisivo o il copione del film, progetta lambiente necessario, la scena e le attrezzature che occorrono, ovviamente insieme alla produzione e alla regia. Una volta approvato il progetto scenografico della produzione, si attrezza lo studio integrandolo, dove necessario, con delle attrezzature fisse. Qui entriamo in azione noi, studiando le esigenze strutturali e esponendo le soluzioni migliori. A volte le scene sono realizzate anche con elementi strutturali importanti, come nel caso dello spot della TIM girato a CineCittà, dove è stato realizzato un ponte vero tra due collinette, costruito su una struttura metallica.
Due carrozze con due carrelli ognuna, con un peso di 6mila chilogrammi per ogni carrello, comportavano un peso di 24mila chilogrammi solo di carrelli, a cui andava sommato il peso della motrice, i vagoni, le rotaie, le comparse e tutta la produzione. Avevamo migliaia di chilogrammi da calcolare per realizzare una struttura che potesse sorreggere tutto il peso e, inoltre, calcolare il valore statico, quanto ferro da ordinare per la realizzazione dei progetti delle strutture e così via. Oppure nel caso della Rai, per la produzione dello spettacolo di Gianni Morandi, siamo entrati a Cinecittà in un capannone dove non cera nulla, con il progetto scenografico in mano abbiamo realizzato tutto lo studio, le gradinate e il palco per lorchestra. Spesso i disegni scenografici, che sono solo architettonici sono senza misure. Il nostro compito è quello di dare una struttura esatta che rispetti il più possibile larchitettura dello scenografo e che risponda alle normative di sicurezza, sovraccarichi, carpenteria in acciaio, bullonature, saldature. Sempre a CineCittà stiamo realizzando una struttura che ospiterà una decina di fabbricati per la scenografia di New York dei primi del 900 in occasione del nuovo film con Leonardo Di Caprio e Cameron Diaz "Gang of New York" di Martin Scorsese.
Per realizzare questi tipi di lavori è necessario un vero e proprio studio tecnico di ingegneria: lavoriamo tutti con Autocad, perché mentre lo scenografo si può permettere di fare un disegno di massima, noi non possiamo sbagliare di un millimetro
chi effettua materialmente le produzioni non può lavorare su un disegno approssimativo.
Quello che è più importante in questo campo è la professionalità e lesperienza, perché solo chi ne è a conoscenza riesce a prevedere tutti gli imprevisti. I nostri principali clienti sono la Rai, Mediaset, Cinecittà, gli Studios per i quali abbiamo rifatto il progetto del Teatro 10, mentre per la Rai stiamo assistendo ai lavori per il festival di SanRemo. Ormai sono alcuni anni che lavoriamo per loro.
Lanno scorso hanno voluto realizzare tutte e due le pareti del teatro a specchi, formati da pannelli scomponibili in modo che potessero essere smontati per poter utilizzare la struttura a seconda delle esigenze nel corso degli anni. Questanno hanno già cambiato idea ed hanno voluto rifarle integralmente. Oggi stiamo lavorando per le Ferrovie dello Stato per realizzare tutti i progetti delle opere darti nel tratto ferroviario Torino-Milano dellAlta Velocità. Situazioni e lavori diversi, ma con sempre gli stessi problemi, la conoscenza, il tempo e persone competenti". "Intanto dalla manualità con cui si facevano i disegni prima si è passati al computer" continua Concoletti della SCM, che poi sottolinea un rischio che si corre di questi tempi: "I tempi si stanno sempre più riducendo per realizzare lavori sempre più impegnativi e ovviamente a minor costo. Prima lo scenografo conosceva le problematiche per la realizzazione di certe strutture, così come il produttore o il regista, che sapevano quali erano i rischi ed erano consapevoli delle procedure per realizzare e verificare che i lavori fossero stati svolti correttamente. Oggi invece ci sono i "manager", che non conoscendo il lavoro altrui, troppo spesso guardano solo i numeri a discapito della qualità e della sicurezza: tollerano di attendere mesi per la fase di progetto di una produzione, ma lasciano solo il minimo indispensabile di giorni per realizzare praticamente i lavori. Così alcune aziende, pur di vincere appalti, promettono tempi di realizzazione impossibili.. anche a discapito del lavoro di progettazione e controllo. In troppi casi è diventato solo un problema di
cifre di budget".
Entra in scena Stillitano
Quale può essere un comun denominatore tra Italia Radio, Radio Capital, Radio24, Rtl, ma anche lAnsa? Per quanto riguarda la realizzazione degli studi la risposta è semplice: la SM di Pino Stillitano (tel. 039.484695). Questa azienda sta diventando sempre di più una sorta di "standard" per la costruzione o la ristrutturazione degli studi radiofonici e televisivi. Non poteva certo mancare in questo dossier. Abbiamo incontrato a Roma lingegnere Roberto Giovannucci, collaboratore della stessa SM, specializzato negli impianti: "Ovviamente quelli della Capitale sono solo alcuni degli ultimi e più importanti lavori realizzati dalla SM di Pino Stillitano. Per il Gruppo LEspresso si è iniziato qualche anno fa con la realizzazione della redazione giornalistica di Radio Capital, proprio nel palazzo de La Repubblica a Piazza Indipendenza. Oggi la Radio si è trasferita definitivamente e completamente a Roma, abbandonando gli studi realizzati a Milano solo alcuni anni fa. Questi studi stanno ora diventando gli uffici di DeeJay Tv, che fa sempre parte del Gruppo".
Ma vediamo quali sono le difficoltà maggiori incontrate durante i lavori: "Trattandosi di un palazzo molto vecchio e destinato ad uso ufficio - continua Giovannucci- e non essendo di proprietà del Gruppo non si sono potuti fare lavori sostanziali, abbiamo comunque potuto smantellare tutte le pareti mobili creando un unico ambiente, nel quale si è studiata la miglior posizione per realizzare gli studi della diretta e della regia. Rispetto alla disposizione dellappartamento, sia per Radio Capital che per Italia Radio, abbiamo posizionato gli studi nello stesso punto, in modo tale da essere in corrispondenza tra il piano superiore e quello inferiore. Difficoltà si sono incontrate anche nellaltezza dei soffitti, che essendo bassi ci hanno creato alcuni problemi nel far passare tutti i condotti di areazione, cavi e linee, oltre al materiale di insonorizzazione di cui necessitano gli studi. Il tutto facendo molta attenzione a garantire una realizzazione a norma di legge in quanto il Gruppo è molto sensibile alle norme di sicurezza".
Ma vediamo quali sono gli investimenti necessari per la realizzazione di tali strutture. "Sono stati eseguiti due tipi di lavori: per Italia Radio si è potuto progettare il lavoro nella sua integrità e si è fatto un investimento attorno al miliardo di lire, apparecchiature escluse. Lo stesso ordine di grandezza vale per Radio Capital, anche se la cifra è stata raggiunta nel corso degli anni a causa dellespandersi della radio allinterno delledificio".
Recandosi a Piazza Indipendenza negli studi di Radio Capital e di Italia Radio abbiamo potuto ammirare tutte le soluzioni adottate. A fare gli onori di casa ci pensa Lorenzo Maria Minnielli, direttore tecnico delle tre radio del Gruppo, un passato di dieci anni a Radio Radicale e altrettanti a Radio Dimensione Suono (trascorsi studiando e realizzando per entrambe il progetto del network). "La superficie occupata da Radio Capital - illustra Minnielli - è quasi un intero piano e comprende la redazione, due studi per la diretta e quattro per il montaggio, per circa 300mq complessivi. Italia Radio dispone di due studi con la regia, ma va rilevata anche una differenza: trattandosi di una radio con un indirizzo più giornalistico, dispone di un numero maggiore di studi di montaggio (ben sei), proprio per permettere una maggiore capacità di elaborazione nella preparazione dei contributi degli inviati.
Le due radio si assomigliano molto nella loro disposizione e nellutilizzo degli spazi - continua Minnielli -: la continua crescita dellattività lavorativa e dellimpegno delle rispettive redazioni giornalistiche rendono questi spazi non più sufficienti. Oltre ad esserci una redazione sportiva, allinterno degli studi cè anche la redazione Internet, dove vengono aggiornati costantemente i siti delle radio".
Lavori in Agenzia
Passiamo ora allAnsa, dove è stato realizzato da SM di Stillitano lo studio per le notizie in audio.
Qui il problema maggiore è stato rappresentato dalla struttura degli spazi, poiché lagenzia è situata in un palazzo depoca, al noto indirizzo di via della Dataria in Roma.
Si tratta di un palazzo storico dove erano ospitati gli archivi del Vaticano: inserirvi degli studi televisivi con ambienti di presa audio e video non è stata certo unoperazione semplice.
Il responsabile del settore video e audio è Toni Paone, forte di unesperienza maturata allestero, dove ha acquisito le conoscenze e le capacità tecniche per poter realizzare, con laiuto di Alessandro Carigno (tecnico multimediale), gli studi televisivi dellAnsa. Questi studi consistono in una regia televisiva, uno studio per i telegiornali, uno studio per i forum e le interviste e un piccolo studio di presa sonora. Tutta questa struttura è stata realizzata, anche se sembra incredibile, in poche decine di metri quadri complessivi. Si pensi che solo circa 30mq sono stati utilizzati per allestire la regia e altrettanti per lo studio dove si effettuano i forum. Da qui è venuta lesigenza di rendere tutte le telecamere remotate e di utilizzare solo luci fredde. Tale struttura attualmente fornisce i contributi giornalistici al canale tematico di economia e di borsa Bloomberg, ricevibile in Italia nel bouquet di Tele+.
"Spesso le difficoltà maggiori che riscontriamo nella realizzazione degli studi - spiega ancora Roberto Giovannucci della SM - sono quelle legate ad aspetti che potrebbero sembrare banali.
Si pensi, per esempio, che si devono fare, prima di ogni altra cosa, una serie di calcoli per verificare che la soletta dei pavimenti regga il gran quantitativo di materiale necessario per la realizzazione degli studi. Se prendiamo, ad esempio, la nuova palazzina che ospiterà a Roma la filiale capitolina del Gruppo Rtl, si è scelto di realizzare tutti gli studi del network nel piano inferiore, proprio per non gravare troppo sulle solette delledificio. Questo è un problema che abbiamo dovuto affrontare con la struttura delledificio di Piazza Indipendenza per Italia Radio e Radio Capital, come anche per i nuovi studi di Radio24 in via del Corso (che stanno al quarto piano), anche se in questultimo caso è stato meno difficoltoso, in quanto il palazzo è di quelli
"di una volta", con grossi muri portanti e quindi molto robusti. Un altro problema che affrontiamo spesso è relativo allutilizzo dei materiali. Questi devono essere messi anche in un certo modo allinterno degli studi (un "modo" che è uno dei nostri "segreti di bottega"), così da non creare interferenze elettriche e campi magnetici che porterebbero disturbi alle trasmissioni.
Naturalmente tutto deve essere perfetto, funzionale e privo di qualsiasi difetto di costruzione".
Parola di Radio24 e Rtl
A riceverci negli studi di Radio24 (tel. 02 818771) troviamo il tecnico Luca Buratto, responsabile dellallestimento degli studi per il gruppo Sper (lo è quindi anche per Cnr e Italia Network). È in questo caso alle prese con le ultime rifiniture del nuovo studio per le dirette radiofoniche. Allinterno incontriamo anche Giancarlo Santalmassi, il quale spiega ai tecnici le ultime modifiche da apportare al nuovo studio, per ospitare nel modo più funzionale possibile i dibattiti e i forum. Qui lambiente è stato progettato secondo uno schema molto semplice e razionale, con un corridoio principale, centrale, su cui si affacciano tutti gli ambienti: la regia, lo studio principale, appena finito, gli uffici, la segreteria, lo studio più piccolo, la regia per i montaggi e altre due stanze per la redazione. Tornando a Rtl (tel. 02 250961) e alla sua nuova sede romana in via Orsini (in zona Prati), dove i lavori non finiranno prima di due o tre mesi, va ricordato che si sta adattando per tale destinazione unintera palazzina depoca, che non ospiterà solo i nuovi studi romani della radio, ma anche quelli del nuovo canale Tv satellitare Hit Channel 102.5. Tre piani di arte e tecnologia, a cominciare dal piano terra, dove si sviluppano tutti gli uffici di rappresentanza, con stucchi depoca e affreschi, per poi passare agli studi della radio, al piano inferiore, per risalire al primo piano, dove verrà ospitata la redazione
sino ad arrivare alla terrazza, che sarà riservata ai ricevimenti e alle feste. Quali sono state le maggiori difficoltà nelladattare un edificio del genere alle esigenze di una emittente? "È stato meno complicato di quanto previsto - ci spiega larchitetto Giancarlo Tebaldi, "sovrintendente" dei lavori e, non dimentichiamolo, socio di Lorenzo Suraci, patron della stazione - in quanto nella palazzina cerano dei condotti per laria calda che servivano anticamente per riscaldare lo stabile: abbiamo sfruttato questi condotti per far passare tutti i cablaggi, le varie linee telefoniche e quantaltro. Molta importanza è stata riservata alla vivibilità degli ambienti, tenendo conto che il risultato finale del lavoro dipende in buona misura dalla qualità della vita delle persone che lavorano. Quindi abbiamo curato in particolare modo anche i condizionatori dellaria, gli aspetti della sicurezza e della prevenzione infortuni. Linsonorizzazione e la realizzazione degli studi è stata opera della SM di Stillitano, mentre larchitetto che segue i lavori è Giuseppe Congestri". A questultimo abbiamo chiesto a quanto è ammontato linvestimento totale. "La palazzina è stata acquistata per circa 3 miliardi e 500 milioni - ha precisato Congestri-. Limpresa ha fatto un preventivo di circa 700 milioni per le opere e di 800 milioni per gli impianti, ma solo a lavori finiti sapremo il costo effettivo".
Cosa aggiungere a beneficio di chi, leggendo questo articolo, ha pensato che sarebbe il momento buono per rifare i propri studi?
Innanzitutto che qui ci siamo occupati di casi veramente eccezionali, ma che una buona e professionale ristrutturazione può essere affrontata anche con budget decisamente più contenuti. Uno studio classico, composto da una sala regia collegata a una sala speaker, può costare tra i 50 a 100 milioni, comprendendo in tale cifra tutto il necessario (salvo apparati audio e video, ovviamente). Il problema è strategico per la vostra emittente e va affrontato con cautela: pensateci con calma, affidatevi a dei professionisti già esperti per non avere sorprese e, nei limiti del possibile,
non mettetegli troppa fretta!
PER FARE UN PLANET CI VUOLE ANCHE UN BUON... FEEL
Sono passati molti anni da quando la radio libera faceva pensare ad umidi ed angusti scantinati . Luoghi che erano quasi dei covi, dei rifugi antiatomici nei quali un po per gioco e un po per la passione di qualche pazzo è nata una storia che tutti ben conosciamo. In questi anni si sono succeduti tanti e tali cambiamenti nel costume, nella società, nei gusti della gente
La radio (e intendiamo per radio il luogo di lavoro di quelli che la radio la vivono e la fanno quotidianamente) non poteva rimanere in quella condizione di promiscuità di improvvisazione tecnica e povertà estetica. Oggi nessuno può improvvisare, nessuno può sorvolare su certi aspetti estetici e tecnici di un luogo di lavoro così fortemente caratterizzato come la radio. Sistemi sempre più sofisticati permettono a chi trasmette di offrire un servizio e un prodotto sempre migliore allutente finale, ormai molto esigente.
Ma si diceva anche che la radio come luogo di lavoro è uno dei più adatti per sua natura ad avere una connotazione particolare che lo distingue dallufficio classico. Il mondo della radio è un mondo giovane, dinamico, aperto allinnovazione e pronto a dare di sé unimmagine coerente con lo spirito che la anima.
Con queste premesse Feel Communications, con larchitetto Elisabetta Franchin, ha iniziato una collaborazione che ha visto come ultima nata la sede di Radio Planet FM. Colori decisi, materiali tradizionali usati in maniera innovativa, scelte estetiche che riescono a coniugarsi con le necessità tecniche di uno spazio che ha dei precisi parametri da rispettare. Lacustica è data dalla forma, che per quale motivo non dovrebbe essere anche bella e ricercata?
Nel caso di Radio Planet una grande parete circolare accoglie allingresso il visitatore: quasi fosse un totem, un elemento simbolico e allo stesso tempo ordinatore di tutta la composizione. Da qui parte un lungo corridoio sul quale si affacciano in batteria i sette studi operativi della radio. Una grande "vela" di legno scende leggermente dal soffitto di ogni studio migliorando lacustica e creando degli spazi molto suggestivi.
Per spezzare la rigidità delle forme, allinterno degli studi, si è fatto uso di pannelli in legno, che fissati alle pareti, rivestite di tessuto, contribuiscono pure ad una migliore resa acustica.
Attraverso luso di materiali "poveri", come il legno e il tessuto, si è riusciti comunque a creare un ambiente giovane, moderno, e acusticamente valido. Feel Communicatios di Padova (tel. 049.8701075) ha coordinato lintero processo grazie alla esperienza acquisita sul campo con anni di lavoro, offrendo i prodotti e le professionalità necessari per la migliore riuscita del progetto.