L'OPINIONE

Progresso digitale in Tv: la resa dei conti!
di Simone Sossi*

*titolare della SIGECO di Brescia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione che segue "l'opinione" del professor Cesare Massarenti, pubblicata da B&P sul numero di dicembre 2000. Protagonista è ancora il bisogno di formazione professionale imposto dallo sviluppo del digitale nel mondo del broadcast.

Nel mondo della televisione sono ancora in troppi a pensare che "digitale" sia il termine per identificare i nuovi standard di registrazione e trasmissione e, seppure abbiano in parte ragione, ben pochi riescono a cogliere il vero senso innovativo intrinseco in questa parola. La novità sotto gli occhi di tutti è Internet, è il computer (quell'"aggeggio" che è entrato in quasi tutte le case, ma non ancora in molte stazioni Tv), è la tecnologia che sta sconvolgendo la società. Peccato che nella Tv (italiana in particolare) siamo piuttosto indietro nel processo di assorbimento di queste novità. Pochi infatti hanno capito che digitale significa sostanzialmente "gestibile dal computer", con la conseguente grande capacità di calcolo, di immagazzinamento e gestione delle informazioni. Dovrebbe essere inevitabile quindi che col computer la Tv debba misurarsi e invece si fa ancora fatica, in molti casi, a vedere accettati anche solo dei sistemi di editing non lineare. Quante volte ho sentito dire: "Sarebbe bello, ma come facciamo se abbiamo degli operatori non all'altezza?".
Se non fosse per l'evidente e inequivocabile risparmio dei sistemi editing non lineari... i passi avanti sarebbero ancora più rari!
Si guarda al digitale (in tutte le sue possibilità di compressione) come al nuovo standard che permette di non perdere qualità nei trasferimenti, si fanno convegni e progetti "megagalattici" (alcuni peraltro già passati in fase di attuazione) quali quelli per nuove "mastodontiche centrali digitali delle news"... ma si continua a snobbare il cuore del problema: bisogna convertire e acculturare gli operatori del settore a tutti i livelli.
In primo luogo penso ai giornalisti, soprattutto a quelli che gestiscono e decidono, che però spesso sono anche i più arretrati, i più "antichi": sono coloro che troppo spesso, con un atteggiamento di distacco, frenano il progresso del settore. Proprio loro però dovrebbero essere i primi a doversi preoccupare, perché c'è chi lavora alacremente per mettere in discussione l'esistenza di quella loro sorta di... specie protetta: sono le miriadi di giovani che stanno cavalcando Internet, che realizzano siti, giornali online e fuori dagli schemi, art-director, webdesigner e creativi che sperimentano "forme" nuove per comunicare. Oggi si è ancora convinti che per fare una "televisione tematica" servano dai 20 ai 30 miliardi (in tecnologie e persone) oltre ai costi per i contenuti... Certo a qualcuno può ancora convenire sostenerlo e crederci, solo per mantenere le posizioni acquisite. Aspettiamo due/tre anni e vedremo chi veramente primeggerà... Meraviglia chi sostiene che solo il 2006, o più tardi, sarà "l'anno del digitale": sarà vero forse per la messa in onda in DVB-T, ma per competere è necessario già da oggi accelerare l'inserimento del digitale nella filiera di produzione... altrimenti saranno dolori!
Saranno guai per quegli operatori della Tv che non impareranno in fretta che "digitale" è innanzitutto sinonimo di "informatica", che il filmato digitalizzato è solo materia prima e che è giunto il momento di aggregargli informazioni (dati e metadati ... che sono? Quanti lo sanno?), che servono un archivio e un'interfaccia per reperire queste informazioni. Non c'è futuro per chi non comprende tali concetti. Le tecnologie convergono e lavorare nel settore della comunicazione audiovisiva richiede un'evoluzione culturale per molti forse radicale, ma indispensabile. Non è difficile prevedere che la televisione generalista presto attingerà, grazie alle sue grandi risorse economiche, direttamente dal mondo Internet e della Web Tv i suoi nuovi operatori, tecnici e giornalisti. Ai dirigenti attuali delle imprese broadcast il consiglio è: studiate, conoscete, affrontate l'interfaccia del computer. Snobbarlo ancora potrebbe essere il motivo per un amaro pentimento...