BROADCAST & INTERNET WEBCASTING
Come e perché radio e Tv possono sbarcare in Internet
Internet ha già cambiato molti modi di operare, specialmente nel diffondere notizie e informazioni, ma anche spettacolo e cultura. Molto ancora cambierà. In questo dossier «entry level» cerchiamo di individuare l’ABC di questa transizione, per certi versi ormai necessaria, suggerendo anche basi utili per affrontare un’esperienza di webcasting. Nei box troverete molte interessanti «case histories» e qualche idea originale

di Stefano Arduini*
Inizialmente l'esigenza era quella di poter collegare tra loro alcuni computer posizionati in diverse località, questo in modo affidabile e garantendo più strade percorribili tra di loro. Si è quindi pensato di collegarli con una tipologia "a maglia", cioè di collegare ogni computer con più computer contemporaneamente, facendogli anche fare da "ponte" per metterne in contatto due apparati che non si "vedevano" direttamente . In questo modo, venendo a mancare una via di collegamento, con buona probabilità ne sarebbe stata disponibile un'altra alternativa. Quando si è pensato a questo si era in piena "guerra fredda" e gli americani, erano molto sensibili alla problematica di creare reti informatiche non facilmente sabotabili. Questa rete, che si chiama Internet e che inizialmente collegava solo i computer delle Università e dell'esercito americano, si è poi sempre di pi diffusa in tutto il mondo. Ora questa rete globale, planetaria, esiste e si lavora solo per renderla sempre più capillare: anche il nuovo standard di telefonia mobile Umts, di cui tanto abbiamo sentito parlare negli ultimi mesi, serve proprio a questo. Tramite Internet sono state spedite le prime e-mail, sono comparsi i primi server Ftp dedicati al trasferimento dei file, poi qualcuno ha inventato il codice di ipertesto Html , è nato il Broswer e quindi il Web. Con il linguaggio Html, è possibile costruire pagine con testi formattati, colorati e con diversi font di caratteri, inserire immagini e collegamenti ad altre pagine. La novità si è subito affermata: non solo è semplice da gestire ma ha permesso un aumento a dismisura delle informazioni disponibili. Questa crescita di notizie ha reso necessario un aumento della velocità di trasmissione.
E audiovisivo fu, on line
Come si sa… l’appetito vien mangiando ed il passo successivo è stato quello di potere veicolare con il Web informazioni di carattere mutimediale, quindi filmati e suoni (Webstreming). Ma prima di potere inviare un filmato o un suono tramite Internet, bisogna trasformarlo: da prima in formato digitale e, successivamente, è bene comprimerlo per renderlo delle dimensioni più piccole possibili, quindi più facilmente e velocemente veicolabile in rete. Allo stato attuale, con una buona connessione Isdn, è possibile ricevere un segnale radio molto buono. Per ricevere invece un buon segnale Tv, è necessaria una maggior larghezza di banda. Sull‘argomento regnano però molta confusione e ambiguità. Cerchiamo allora di capire assieme, muovendoci da quanto sostenuto nelle righe precedenti , come il Web possa diventare un prezioso aiuto, ma anche un insidioso pericolo, per un’emittente radiotelevisiva. Di sicuro nessuno immaginava con quale velocità Internet si sarebbe espanso: era praticamente impossibile prevedere come il World Wide Web avrebbe cambiato il modo di vivere in così poco tempo. Ormai più o meno tutti stanno sfruttando, o cercando di farlo, questo nuovo mezzo, diverso dai predecessori, caratterizzato da nuove opportunità. Ovviamente, anche l’emittenza radiotelevisiva sta cercando di capire come possa utilizzarlo per allargare il proprio bacino d’utenza, per offrire nuovi servizi, per coinvolgere un target di ascoltatori differente dall’attuale. Su tali argomenti è richiesta però una visione d’insieme, un approccio a mente aperta, anche se l’editore in questione ha operato in precedenza su scala locale. Occorrono la massima attenzione e accuratezza nell’analisi del mercato, perché bisogna considerare il fatto che le stesse opportunità sono a disposizione di tutte le emittenti, e quella concorrente potrebbe trovarsi dall’altra parte dell’Italia, come in qualsiasi angolo del Pianeta.
Perché andare in rete
Certo Internet dà l’opportunità di far ascoltare la propria radio e vedere la propria Tv anche allo zio emigrato in America… ma non dimentichiamo mai che Internet non è gratis, o quasi (come qualcuno vorrebbe far credere), dunque una domanda su tutte si impone, prima di affrontare un qualsiasi progetto Web: ne vale veramente la pena? É importante darsi obiettivi ben precisi, ricordandosi che in rete non esistono bacini da rispettare, quindi l’aspetto «geografico» ha poco senso, è importante concentrarsi soprattutto sui contenuti. Questo dovrà tradursi nella scelta di trasmettere musica di un particolare genere, trattare argomenti ben specifici oppure preparati appositamente per essere ascoltati da target precisi: emigranti, ad esempio, oppure da amatori di una particolare nicchia musicale, difficile da ascoltare su una radio generalista.
In onda sul Web
Innanzitutto dobbiamo avere musica o immagini da trasmettere in formato digitale (i contents). Se abbiamo i brani su Cd o i videoclip su supporto digitale, sarà sufficiente un covertitore di formato, altrimenti dovremo collegare la sorgente alla scheda audiovisiva del nostro computer e digitalizzare il segnale, che successivamente dovremo comprimere e poi trasmettere. Ad oggi sicuramente una stazione radio è avvantaggiata rispetto ad una Tv, poiché la semplicità di gestione, conversione e trasmissione sulle reti attualmente disponibili permette ad un prodotto audio una diffusione davvero efficace e capillare. La trasmissione in rete avviene tramite un software che genera il flusso dati streaming. Normalmente il software che prepara lo streaming è in grado di digitalizzare i dati analogici collegati alla scheda audiovisiva di un Pc oppure di convertire i dati già in digitale da formati quali Wav, Avi, Mpg, alcuni direttamente da supporto digitale. La scelta del sistema di streaming è importantissima, e consiste nella selezione del software (oppure dell’hardware) che, tramite algoritmi matematici, comprime i dati necessari all’ascolto del brano o alla visione del clip e quindi riduce i dati che saranno poi trasmessi in Internet. Questi pacchetti di dati viaggeranno attraverso la rete e raggiungeranno il Pc dell’utente, dove un software apposito, se compatibile con il tipo di server streaming utilizzato, farà l’operazione opposta: lo reimporterà nel formato originale, rendendolo riutilizzabile (visibile e udibile). I principali sistemi di streaming attualmente sul mercato sono Media Player e Real Player. Ognuno presenta caratteristiche differenti, che andranno valorizzate dalla singola esigenza. Ad esempio: probabilmente Real Player è qualitativamente migliore di Media Player, ma è anche vero che RealPlayer necessita di una installazione, che comporta dei reboot, che a volte potrebbe andare in conflitto con altro software esistenti, mentre Media Player è integrato in Windows e quindi già tutti lo hanno nel loro Pc (abbiamo tutti visto cosa è successo a Netscape quando Internet Explorer è stato integrato in Windows… non l’ha più usato quasi nessuno!). Fondamentale è poi la scelta del proprio ISP Internet Service Provider, che innanzitutto deve disporre di molta larghezza di banda (almeno due megabit): essenziale per «reggere» molti accessi contemporanei al vostro canale e, proporzionalmente, tanto più costosa quanto più ampia. L’ideale è che l’ISP possa mettervi a disposizione tanta banda quando vi necessita e, se possibile, riprendersela quando non vi serve, con il cosiddetto sistema «a consumo»: infatti è inutile avere a disposizione un flusso che consenta l’accesso in contemporanea di 400 ascoltatori quando magari si tocca questo picco solo poche volte al giorno e per pochi minuti. Tenete conto che l’ISP è la vostra «antenna»: voi gli mandate il segnale e lui lo rende fruibile da parte di molte persone in contemporanea… ma questa «antenna» può costare, se abbastanza potente, svariate decine di milioni l’anno. Passo per passo Come per ogni nuova attività, la prima cosa è quella di interrogarsi bene su quali target catturare, identificando così l’ascoltatore-tipo. In tal modo sarà più semplice capire cosa interessa a quello specifico target e, soprattutto, quali mezzi tecnici utilizza. Dobbiamo quindi progettare la nostra emittente Web per rendere facile l’utilizzo del nostro prodotto a quel pubblico. Se, per esempio, la nostra potenziale utenza in genere non dispone di linee veloci, non dobbiamo renderle indispensabili; così come se, per fare un altro esempio, il monitor che utilizza è di regola 800*600 non dobbiamo progettare pagine web 1024x768. Quanti utenti avremo? Anche questo dato, seppure in via potenziale, dipende dalla scelta fatta sull’utenza e in base a questo dato sapremo di quanta banda avremo bisogno per soddisfarli (teoricamente) tutti, o comunque al meglio. Successivamente dobbiamo scegliere il provider, che deve già conoscere le tecnologie di streaming e deve disporre di linee veloci, ma soprattutto non deve limitarsi a essere un fornitore, ma deve essere un vero e proprio partner, deve collaborare con noi e studiare insieme soluzioni personalizzate. Fate attenzione: non è semplice trovare aziende in grado di seguirvi con professionalità e soprattutto con continuità, sebbene questa sia la promessa di tutti gli ISP. Toccate con mano, andando a vistare le strutture, pretendete contatti con specifiche persone (delle quali avere recapiti telefonici e fax, oltre che e-mail), responsabili del vostro prodotto e, soprattutto, stilate precisi contratti: non fidatevi di belle dichiarazioni di intenti e di costi bassi. Pensate cosa succederebbe se la vostra trasmissione si interrompesse per qualche giorno o più, senza neppure capirne il perché. Un buon provider deve anche poter garantire una buona protezione dei dati, deve fare un backup sistematicamente e deve avere un supporto tecnico in grado di intervenire entro poche ore in caso di guasto. Scegliete a questo punto l’automazione di trasmissione adatta alle vostre esigenze e fatelo con molta attenzione. L’automazione deve, nei limiti del possibile, lavorare al vostro posto, soprattutto per tutte quelle azioni ripetitive che una emittente deve svolgere. Qualsiasi soluzione scegliate, testatela prima di fare l’acquisto: perché magari, dopo averla acquistata, vi accorgerete che automatizza tutto quello di cui non avete bisogno e invece non automatizza i processi che a voi interessano maggiormente. Probabilmente lo streaming non partirà dalla vostra sede, ma dalla sede del provider, quindi: come fate a gestire la programmazione? E’ possibile in due modi: il primo modo consiste nel trasferire tutto il necessario dal provider (brani, palinsesto, automazione): in modalità remota voi potrete gestire il database del palinsesto ed inviare in archivio i file dei nuovi brani in scaletta; il secondo modo consiste nel mettere un server streaming in casa vostra, preparare la trasmissione ed inviare il segnale al provider che farà da «ripetitore» verso Internet. Se non avete particolari esigenze, scegliete la prima ipotesi, che vi costerà molto meno, anche perché eliminerete il collegamento dati sempre attivo tra la vostra sede e quella del provider. A questo punto, iniziate a preparare l’archivio dei programmi nel formato idoneo al provider, all’automazione e al server streaming, programmate l’automazione, collegate al server streaming e… finalmente sarete in onda! Il vostro lavoro non è comunque esaurito: dovete infatti pianificare una campagna lancio, che verrà fatta per pubblicizzare il vostro prodotto sul Web. Anche in questo dovrà essere scelto il canale promozionale in base alle abitudini del target, alla sua presenza in rete o meno, ecc.
Diritti e doveri
L’emittente su Internet ha altre esigenze rispetto all’emittente tradizionale, oltre ad avere diverse opportunità, dovute alla reale interattività che Internet ha rispetto all’etere. La scelta fondamentale è: conviene trasmettere un palinsesto standard, non modificabile da parte dell’ascoltatore o teleascoltatore, oppure permettere che l’utente si crei una propria play-list on demand? In linea di massima, la seconda soluzione è quella più semplice dal punto di vista tecnico, ma in questo modo l’emittente deve sapere che perderebbe in buona misura la propria identità, la propria personalità, rinunciando all’emozione che una stazione (radio o Tv che sia) deve dare all’utenza. La soluzione da preferire, se si vuole restare dei veri e propri editori, è la prima. Ma in entrambi i casi sull’argomento deve essere posta attenzione nell’ipotesi, pressoché costante, che trasmettiate brani musicali od opere audiovisive soggette a diritto d’autore: se usate un’automazione di trasmissione, questa deve essere predisposta per l’invio dei dati che la Siae richiede (titolo, autore, esecutore) al provider del Web, in modo che questi possa aggiornare la pagina visualizzata al momento della messa in onda del brano. Esistono infatti dei precisi obblighi di legge: la Siae rilascia «Licenze sperimentali per l’utilizzazione in reti telematiche di opere musicali tutelate dalla Siae». La licenza consente la trasmissione in streaming (cioè in fruizione passiva da parte dell’utenza) pagando una cifra forfettaria mensile, oppure permettendo il download (scaricamento sul proprio Pc) del brano scelto, ma pagando un fee per ogni brano scaricato. Se da una parte questo rappresenta un obbligo, dall’altra parte va anche rilevata l’opportunità di fornire informazioni sull’esecutore, visualizzare la copertina del Cd e, perché no, permettere l’e-commerce dell’album o del clip in trasmissione o di altre opere dello stesso autore, creando una collaborazione con un negozio di dischi e prodotti audiovisivi. Se si pensa ad uno sviluppo della propria attività in tal senso, si tenga conto che un buon programma di automazione della trasmissione scelto per la gestione del Webstreaming dovrà prevedere il supporto di queste possibilità.
Secondo livello
Una volta presenti e collaudati in rete, potremo sfruttare al meglio il fatto che Internet è un mezzo interattivo: possiamo sapere con sufficiente approssimazione chi si sta connettendo (se lo desideriamo, anche con precisione), quando lo fa e per quanto tempo. Se facciamo registrare il visitatore (ma dobbiamo essere attraenti, affinché il visitatore ritenga che ne valga la pena) e se nella registrazione chiediamo quale genere di prodotto gli piaccia, che età ha e quali sono i suoi interessi, sarà relativamente semplice fare poi comparire eventuali messaggi pubblicitari (banner) inseriti ad hoc e personalizzati. Cioè, contemporaneamente, sullo stesso spazio pubblicitario potremmo far comparire la pubblicità di un fuoristrada ad un giovane amante della montagna, la pubblicità di una familiare a chi ha più di due figli e quella di un furgone ad un artigiano. Si tratta di opportunità un poco più complicate, ma che permettono di inviare palinsesti differenti ad utilizzatori diversi, proponendo quindi un canale che si adatti ai gusti dell’ascoltatore specifico, pur non perdendo la propria identità di emittente.
Collaborazione è la password
Le diffidenze che molti hanno, ma potremmo dire la paura, rispetto al fatto che questo nuovo mezzo possa «uccidere» i canali tradizionali, sono sostanzialmente infondate. La radio si ascolta in auto, mentre si guida, oppure mentre si lavora: chi la ascolta su Internet probabilmente non potrebbe ascoltarla con i canali tradizionali e viceversa. La Tv si guarda passivamente in poltrona, proprio alla ricerca del totale relax e disimpegno, mentre il Pc si fruisce alla scrivania e, spesso, mentre si lavora. Possiamo invece dire che i mezzi elettronici via etere e cavo, ma anche i mezzi tradizionali cartacei, debbano soprattutto collaborare (e questo sarà valido per molto tempo ancora), allo scopo di offrire la massima soddisfazione ai differenti target, unendo i pregi di entrambi. E’ vero che, per esempio, stanno uscendo sul mercato apparecchi radio per ascolti da Internet praticamente identici a quelli attuali, ma è anche vero che per ottenere dal Web una qualità continuativa e paragonabile a quella offerta via etere, serve una connettività a velocità molto elevate che ne rende antieconomico l’ascolto o la visione, perlomeno ad oggi, ad una massa di pubblico paragonabile a quella dei media tradizionali.
Conclusioni
Lo scopo di questo intervento era quello di cercare di chiarire le idee, anche ai meno esperti di informatica, magari solo spiegando il significato di alcune nuove parole che si leggono sempre più spesso nei giornali e portando chiare esemplificazioni. Di questo ci scuseranno i lettori già più che avveduti: ma in questo momento Internet è una dimensione di cui si parla moltissimo, ma in proporzione sono ancora molti quelli che ci si devono consapevolmente ed efficacemente impegnare. Per questo abbiamo fatto una panoramica di carattere generale, parlando di attrezzature audio, sistemi di compressione e streaming, abbiamo cercato di capire la differenza tra una Web-station ed un Web-jukebox ed abbiamo ipotizzato alcuni scenari… ora però tocca a voi! Internet non può certo lasciare la vostra emittente indifferente: dall’uso più semplice delle e-mail nel rapporto con gli ascoltatori, all’impiego per ragioni di servizio, via via sino alla prospettiva di permettervi di offrire nuovi servizi, compreso quello di farvi ascoltare sin dall’altra parte del mondo… Che vi piaccia o meno, in qualche modo ne siete e sempre più ne sarete coinvolti, quindi… buon lavoro, anche in Internet, da protagonisti!

* Stefano Arduini ha fondato con altri soci, nel 1976, la prima emittente privata a Tolentino (MC), Radio T International. É stato occupato in Telecom Italia per 13 anni, impegnato per la numerizzazione e lo sviluppo ISDN. Ha poi collaborato per 3 anni con Etere, prima come responsabile della produzione e poi del marketing. Dal 2000 si occupa dell’introduzione di Internet e Networking nelle realtà produttive, fornendo i propri servizi ad alcune delle più importanti aziende marchigiane industriali, di tlc e dello spettacolo. www.stefanoarduini.it
SAN: Soluzioni per ISP
Con la presenza di file multimediali, i provider devono immagazzinare e gestire una grande quantità di dati che devono a loro volta essere elaborati, trasmessi, copiati, spostati, ecc. Oltretutto, spesso lo stesso file deve essere elaborato da più server contemporaneamente, sia per questioni di traffico, sia per questioni di affidabilità e di fault tolerance. Ne consegue che questi server devono essere collegati tra loro e con gli Hard Disk contenenti i dati, in modo affidabile e veloce. La SAN fa proprio questo, realizza collegamenti in fibra ottica e siatemi di archiviazione dati in tecnologia Fibre Channel Storage Area Network. I collegamenti in fibra ottica possono raggiungere anche i 10 chilometri, il tutto ad una velocità da 10 a 100 volte maggiore di una normale lan, mentre lo Storage Area provvede a distribuire i dati contenuti negli HD a tutti i server che ne hanno bisogno, senza penalizzare la velocità di trasferimento necessaria al singolo server. Le soluzioni SAN permettono anche un’elaborazione distribuita tra sedi geograficamente distanti tra loro. Predisponendo due sedi, le due strutture distanti tra loro anche alcuni chilometri, sarà possibile prevenire così anche eventuali interruzioni di servizio dovute a danni derivanti da eventi non proprio di natura elettronica, come incendi o allagamenti. SAN Experts Facility www.sanef-emea.com
WEBCHANNEL INFOSTRADA
Web Channel è la soluzione di hosting targata Infostrada, studiata specificamente per creare e rendere disponibili attraverso Internet trasmissioni audio e video di straordinaria qualità, sia in diretta che on-demand. Web Channel si basa sulla più moderna tecnologia IP Multicast che, combinata con la tradizionale trasmissione Unicast, è in grado di soddisfare qualsiasi necessità: - Con IP Multicast: nessun limite di utenti contemporanei in tutta Italia grazie alla rete multicast-enabled di Infostrada, sia via modem che ISDN o ADSL. - Con Unicast invece, Web Channel garantisce anche in questo caso trasmissioni in diretta di buona qualità. Il numero di spettatori contemporanei dipende però dall’ampiezza di banda Internet prefissata. Unicast viene anche utilizzata per il Video On-Demand. Le trasmissioni in modalità IP Multicast sono attualmente visualizzabili dai clienti dei seguenti servizi Infostrada di accesso ad Internet: Libero (fino a 64Kbps), H-Net (fino a 128Kbps), Net24 (fino a 640Kbps). MatchMusic (www.matchmusic.it) e RTL 102.500 (www.rtl.it) sono stati tra i primi ad utilizzare questa tecnologia. Infostrada - www.webchannel.it
STREAMGENIE
Domina Digital Media commercializza Pinnacle Stream Genie, un sistema per la trasmissione di eventi dal vivo, direttamente su Web. Al riguardo potrete trovare un ampio ed interessante inserto proprio al centro di questo numero di B&P. L’apparecchio, simile ad Pc portatile, contiene all’interno tutto il necessario per l’acquisizione video, la codifica e la trasmissione in streaming su una linea Internet. Il video sorgente può provenire da sei differenti ingressi, Ntsc o Pal può essere di formato composito oppure S-Video. E’ intergato un generatore di effetti 3D. Stremgenie può generare streaming in formato Microsoft Windows Media o RealNetworks SureStream(G7), oppure entrambi. Il flusso streaming viene inviato presso il server del Provider, che poi provvederà alla ridistribuzione in rete. StreamGenie è stato pensato per mettere in rete spettacoli dal vivo, a pagamento o gratis, corsi di istruzione direttamente dal luogo di svolgimento, ecc. Domina Digital Media www.dominadm.com
RADIOSHOW RCS
Grazie al software di RCS di cui PRO RADIO è esclusivista per l’Italia, il Web-ascoltatore potrà vedere gli sponsor in sincro con gli spot on-air. Mentre le immagini sincronizzate all’audio si alternano secondo la programmazione (assolutamente non casuale tipica dei Banner), all’utente sono presentate anche opportunità d’approfondimento sui contenuti stessi semplicemente cliccando sugli oggetti d’interesse. E’ possibile quindi raggiungere immediatamente con un semplice click una pagina di prenotazione di concerti, un Portal d’informazione, il sito di un cliente pubblicitario o altri contributi sul prodotto o servizio ascoltato e visualizzato in quel momento. RADIO SHOW dà valore aggiunto agli spot abbinando ad essi le immagini, consente di vendere ulteriori spazi – visivi, sulla Rete – anche quando suonano i brani musicali. Rispetto ai siti tradizionali, dove gli utenti devono cercare a fondo le informazioni, Radio Show consiste in una vera e propria trasmissione. Radio Show si programma contemporaneamente alla stazione radio. Il software, grazie alle tecnologie RCS, modula costantemente il flusso di quanto viene visualizzato senza alcuno sforzo, né dell’emittente, né del ricevente. E’ in grado di trattare lo stesso evento differentemente secondo la velocità di collegamento dell’utente, ad esempio, durante la pubblicità di un prodotto possiamo prevedere: per connessione a bassa velocità avremo on-line solo il logo del prodotto per connessione media avremo un’animazione per gli utenti evoluti (ADSL) prevederemo la possibilità di mostrare sul loro Player un filmato. L’opzione SplitStream offre la possibilità di affiancare o sostituire la pubblicità on-air con spot on-line mirati individualmente, inviati da un Web spot server, creando differenti opportunità tra l’emissione FM e quella Internet. RCS - www.proradio.it
MATCH MUSIC
Tra le prime a credere nel Webcasting, MatchMusic ha investito molto in questo progetto e le sue trasmissioni satellitari sono distribuite anche da Infostrada con il prodotto webchannel. Disponendo di una connessione a Libero di Infostrada, è possibile vedere MatchMusic con una qualità «quasi televisiva» grazie alla tecnologia Multicasting. Purtroppo chi non accede tramite Infostrada deve accontentarsi di una visione un poco più penalizzata. Nel sito, oltre al collegamento alle trasmissioni live, è possibile visualizzare anche le clip dei video più richiesti, ascoltare Radio MatchMusic, una emittente radiofonica vera e propria che trasmette solo su Internet, nonché curiosare nella redazione tramite due Webcam installate appositamente. MATCHMUSIC -www.matchmusic.it
MUSICAL.IT
La Compagnia della Rancia è la casa di produzione che ha creduto nel musical prima e più di tutti gli altri. Infatti, è sua l’idea e la gestione di www.musical.it, il portale del musical italiano. Tra le ultime novità del sito, l’apertura della nuova sezione dedicata alle canzoni del musical. Collegandovi al sito radio.musical.it potrete ascoltare il meglio dei brani che fanno parte di questo spettacolo e viene inoltre data la possibilità di acquistare il Cd o altro merchandising in tema. Il progetto prevede a breve un vero e proprio palinsesto con interviste, conferenze stampa e backstage.Ecco un altro modo di utilizzare il Webcast, pur non essendo La Compagnia della Rancia una «radio o Tv» tradizionale. Compagnia della Rancia: www.compagniadellarancia.it; www.musical.it; www.radio.musical.it
RADIO RADICALE
Radio Radicale è un bell’esempio di come una radio possa entrare in Internet, offrendo una buona produzione complementare a quanto già diffuso in etere. Radio Radicale non si limita a diffondere in Webcasting il proprio segnale radiofonico, ma pubblica sul proprio sito una serie di approfondimenti multimediali a supporto della propria attività giornalistica. Non solo, l’archivio è ben strutturato ed è anche ben utilizzata l’interattività tipica di un collegamento bidirezionale quale è Internet. Il navigatore può interagire, può esprime le proprie preferenze, votare, chiedere. Oltre alle attività della radio, in archivio è possibile ricercare contributi provenienti dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica. Non manca una sezione dedicata al Videoparlamento dell’Unione Europea. Radio Radicale - www.radioradicale.it

WEB & SAT

Non solo Broadcast
di Riccardo Colasanti *
Il caso di TvFiles: un’impresa italiana, pioniera mondiale nel settore della convergenza, suggerisce ipotesi concrete ai broadcasters per cavalcare gli scenari evolutivi di Internet, differenziando il proprio business.

*Amministratore Delegato TvFiles L’evoluzione di Internet è rappresentata dal miglioramento dei servizi che vengono offerti agli utenti. Per migliorare la connettività , che al momento rappresenta uno dei problemi maggiori, da una parte i fornitori di servizi di rete hanno dovuto incrementare la capacità delle infrastrutture (Backbones) attraverso l’installazione della fibra ottica, dall’altra è stata aumentata la capacità di connessione dei singoli utenti (ISDN, ADSL, fibra ottica ecc). Un terzo elemento di notevole importanza, quando si parla di connettività ed evoluzione, riguarda la distribuzione della capacità elaborativa dei server. Attualmente la distribuzione su Internet è una trasmissione fondamentalmente Unicast, il che significa che per ogni utente è stabilita una connessione al server. La presenza di centinaia di migliaia di utenti connessi contemporaneamente richiederà ai fornitori di informazioni fortissimi investimenti in infrastrutture con soluzioni difficilmente scalabili. Il problema è risolvibile tramite l’installazione dei cosiddetti Edge Server, server installati in prossimità dei POP, in cui sono duplicati i contenuti che vengono richiesti più frequentemente dagli utenti. Gli Edge Server possono essere costantemente alimentati dal server principale (per l’aggiornamento dei contenuti) tramite collegamenti in fibra ottica o connessione satellitare.
I contenuti in Internet
I contenuti fondamentali rimarranno testi scritti, immagini e video di qualità e durata limitati. Per quanto riguarda gli streaming video diversi analisti del settore prevedono che nel giro di quattro o cinque anni la capacità media di trasmissione si aggirerà intorno 384Kb, una qualità sicuramente maggiore di quella odierna, ma non ancora full motion full screen a qualità televisiva. Per quanto riguarda i contenuti, l’informazione avrà sicuramente un ruolo fondamentale (dalle news alle informazioni finanziarie): la fruizione di essi non necessità infatti di un’alta qualità di visualizzazione come ad esempio l’intrattenimento.
Evoluzione del broadcast televisivo
Attualmente il broadcast televisivo è, fondamentalmente, basato su una distribuzione da un centro di trasmissione/produzione verso l’utenza residenziale con modalità trasmissive, appunto, Broadcast (analogica o digitale, terrestre o satellitare). L’evoluzione di questo settore vedrà affermarsi un nuovo tipo di set-top-box che consentirà anche l’acquisizione e la memorizzazione dei contenuti. In poche parole un set-top-box «intelligente» che è in grado, non solo di memorizzare preventivamente sull’Hard Disk i contenuti scelti dall’utente sulla guida elettronica dei programmi rendendoli disponibili in qualsiasi momento, ma anche di accedere ad Internet visualizzando i contenuti direttamente sul televisore. Il set-top-box permette inoltre di affiancare o sovrapporre all’immagine televisiva dei contenuti informativi, scelti direttamente dall’utente, che possono essere testi o immagini ridotte fisse, coerenti con le immagini trasmesse in quel dato instante (ad esempio la scheda tecnica di un giocatore durante un incontro). I contenuti del mondo Broadcast rimangono fondamentalmente gli stessi, ossia di lunga durata (film, documentari, intrattenimento) non generando un’interazione costante da parte dell’utente. Possiamo concludere affermando che è il contenuto stesso, viste le sue caratteristiche, ad indurre ad una fruizione di tipo passiva.
Lo scenario della convergenza
Quello a cui assistiamo è uno scenario che nasce dal mondo dei portali. Oggi i portali forniscono una serie di informazioni ricche di testo e immagini fisse ad un’utenza numerosa, alla quale vengono offerte numerose possibilità di navigazione a seconda dei diversi profili. L’aumento dell’offerta congiuntamente alla crescita degli utenti spinge i diversi editori a creare portali sempre più attraenti. Si sta dunque passando dall’offerta di contenuti semplici (testi, immagini, streaming video) all’offerta di contenuti più completi, come filmati full motion full screen. Nascono così i primi Video Portali che, grazie a nuove capacità trasmissive, contengono anche dei video clip in qualità full motion full video che possono essere visualizzati sul televisore di casa con una qualità di tipo televisiva. Prerogativa fondamentale per lo sviluppo dei video portali è un sistema distributivo che consenta: una distribuzione a larga banda; la trasmissione dei contenuti a gruppi di utenti diversi (Multicast); l’interattività tra l’utente finale e il fornitore del servizio (utilizzo del protocollo IP). I contenuti offerti dai Video Portali saranno costituiti prevalentemente da clip di breve durata come news, cartoni animati, informazioni finanziarie, clip musicali e spot commerciali: un’offerta innovativa che si adatta perfettamente ad un pubblico che vuole interagire non rinunciando alla qualità televisiva. Per accedere a questo nuovo servizio, il set-top-box deve essere collegato direttamente al televisore in modo da visualizzare i contenuti full motion full screen nel modo ottimale.
Praticamente
In questo scenario evolutivo, che riguarda sia le infrastrutture che i contenuti, si è aperta la possibilità di realizzare una convergenza tra i contenuti televisivi e l’interattività-indirizzabilità di Internet (e in Europa TvFiles è stata tra i primi a sviluppare tale opportunità). Per questo oggi è possibile per le imprese o per le emittenti televisive trasmettere contenuti video come se fossero delle semplici e-mail. I contenuti possono essere in questo modo distribuiti a utenti finali selezionati che li possono a loro volta inviare, memorizzare o gestire come dei normalissimi file. Per quanto concerne l’emittenza locale, tenendo conto che generalmente i differenti broadcaster fanno parte di un circuito nazionale, una prima opportunità che tali tecnologie consentono è la distribuzione di contenuti in modo indirizzato e completamente automatizzato, come ad esempio gli spot pubblicitari che devono differenziarsi a seconda delle diverse aree geografiche. Un’altra opportunità, per l’emittenza radiotv, è quella di poter sfruttare l’esperienza acquisita nel broadcast tradizionale per offrire servizi alle imprese locali, come la distribuzione di contenuti audiovisivi specifici. In questo contesto il broadcaster può oggi svolgere due attività differenti: da una parte quella tradizionale di produzione e distribuzione di contenuti, dall’altra, attraverso un collegamento con il centro TvFiles, di distribuzione di contenuti specifici a circuiti di aziende selezionate e quindi a gruppi chiusi di utenti (filiali di un istituto bancario, concessionarie auto della regione, agenzie turistiche): a questi, per fare un esempio, può essere offerta la distribuzione di news mirate che, dopo essere state indicizzate, possono essere richiamate dagli utenti sulla rete locale aziendale. Le imprese potranno utilizzare tale tecnologia per la distribuzione di informazioni e contenuti specifici, per la formazione aziendale, per la diffusione di cataloghi multimediali, verso sedi riceventi dislocate sul territorio. Le nuove opportunità tecnologiche non sono destinate solo alle grandi aziende e alle emittenti nazionali, ma sono una realtà, accessibile anche per le realtà medio-piccole e che operano a livello locale.
TV FILES
TvFiles è un ASP (Application Service Provider) ossia una società che fornisce servizi applicativi per le aziende, finalizzati alla trasmissione di contenuti multimediali ricchi, che possono essere anche di qualità televisiva, da una sede centrale verso siti remoti. La modalità di trasmissione utilizzata, Multicast a larga banda (via satellite o fibra ottica), consente la trasmissione dei contenuti a più utenti contemporaneamente. L’indirizzamento intelligente dei segnali permette, se necessario, di creare dei gruppi chiusi di utenti, consentendo in questo modo la ricezione unicamente ai siti remoti selezionati. I protocolli di trasmissione utilizzati sono quelli di Internet in modo da garantire uno standard di comunicazione e un alto grado di interattività. TvFiles è dunque un’azienda che si rivolge al mercato B2B e che unisce, nella sua trasmissione in modalità Multicast, la qualità della televisione all’interattività e intelligenza di Internet. L’architettura di distribuzione TvFiles prevede un centro servizi che si avvale di una propria piattaforma hardware-software. Le funzioni del centro servizi sono principalmente: l’encoding (digitalizzazione e compressione dei segnali video provenienti dal cliente), Data Management (gestione dei dati relativi ai video acquisiti), Storage (memorizzazione dei contenuti negli archivi) e delivery (distribuzione). Quest’ultima funzione risulta essere estremamente importante in quanto il cliente può gestire direttamente i contenuti da distribuire, gli utenti ai quali farli pervenire e i tempi e la modalità di trasmissione. I siti remoti possono essere le filiali di una grande azienda, gli studi di professionisti, abitazioni comuni o Edge server (server collegati in prossimità del POP, ossia nel punto finale della rete) installati presso i POP degli Internet Service Provider. TvFiles prevede, in caso di ricezione satellitare, l’installazione presso ogni sito remoto di una parabola per la ricezione e di un Set-Top-Box, o di un Personal Computer, dotati di software TvFiles. Le funzioni del Set-Top-Box sono principalmente: la ricezione dei segnali, la memorizzazione dei contenuti sull’archivio locale, la possibilità di un accesso on demand sia sui contenuti presenti sull’archivio locale, sia sui contenuti presenti presso l’archivio centrale (disponibile presso il centro servizi TvFiles) il tutto a qualità televisiva full motion full screen. La richiesta dei contenuti avviene tramite collegamento Internet. L’utilizzo di queste apparecchiature consente inoltre a TvFiles la trasmissione intelligente di canali televisivi live in protocollo IP-DVB (qualità Tv) a gruppi selezionati di utenti.