SPECIALE GRANDE FRATELLO
Facciamo luce sul programma più chiacchierato della Tv
Per Broadcast&Production lo stesso Direttore della Fotografia del programma racconta nei minimi dettagli il backstage del "real show" che ha fatto impazzire l'Italia: come è stato progettato, organizzato, ripreso e, soprattutto, illuminato il "Grande Fratello"
di Marco Incagnoli *
* Marco Incagnoli (a.i.c.) il Direttore della Fotografia di "Grande Fratello".
Dal 1975 al 1996 in Rai, da cameraman a direttore della fotografia, per programmi quali Mixer, Domenica In, Premio Donatello. Per Tutta la Vita, Harem. Pascia, Telefono Giallo, Ultimo Minuto, Chi l'ha visto, il mondo di Quark. Dal 1996 Direttore Fotografia e Regista freelance. Tra i lavori: Ciao Mara. Una Goccia nel mare. Moby Dick, La Casa dell'Anima, Inn (SitCom), La vita è meravigliosa. Docente di Tecnica della ripresa cinetelevisiva.
E adesso diamo a Cesare quel che è di Cesare! Basta preoccuparsi di nominations e indiscrezioni, di umori e isterismi. Riportiamo questo "Grande Fratello" nella dimensione che gli è propria: quella di un pur originale, complicato, faticoso, imprevedibile, ma anche "semplice" programma televisivo.
Un programma, insomma: una produzione tv. Prima ancora che fatto di costume, scandalo, materia per sociologi, il GF è stato e resta una bella esperienza professionale per chi ha dovuto progettare, costruire e gestire "la macchina", o (per meglio dire) la "Casa": set delle interminabili 100 giornate che gli ormai (tutti) famosi protagonisti hanno trascorso spiati 24 ore su 24 dalle telecamere e, tramite queste, da milioni di occhi curiosi.
La produzione è, come ben saprete, un patrimonio mondialmente detenuto dall'olandese Aran-Endemol ed in Italia è stata realizzata sotto la direzione artistica e regia di Fosco Gasperi, con le scenografie e l'arredamento di Emanuela Trixie Zitkowsky (con soluzioni per lo più Ikea, in verità) e la fotografia di chi vi scrive.
Raccontare oggi, ad altri "addetti ai lavori", i 100 giorni in questione e le altre decine che li hanno preceduti richiederebbe un vero e proprio "manuale". Ricordiamo infatti che prima di andare in onda la struttura di GF ha avuto un lungo periodo di allestimanto della struttura e ben 25 giorni di simulazione di trasmissione, con 10 comparse che entravano nella Casa alle 8 del mattino e se ne andavano la sera, obbligando tutto lo staff a verificare e gestire ogni circostanza di ripresa, illuminazione e sonorizzazione poi realizzatesi effettivamente in quello che effettivamente è stato "l'evento" televisivo italiano del 2000.
Useremo poca prosa, dunque, e offriremo il massimo concentrato di informazioni per i lettori tecnici più interessati.
Il punto di partenza
Durata della produzione: 100 giorni.
Il progetto di format ha previsto una complessa griglia di trasmissione, che ha fatto di GF il primo vero e proprio modello di tv "digitale", "multimediale" e "interattiva", essendo diffuso:
- 24 ore su Stream con 4 programmi contemporanei;
- 24 ore su Internet (Grandefratello.jumpy.it) con 8 camere selezionabili;
- quotidianamente su Canale 5 con sintesi giornaliere
- settimanalmente su Canale 5 Talk-show, oltre al riepilogo mensile;
- su Omnitel con diretta audio 24 ore.
Il Set è stato attrezzato in un Edificio, costituito da una zona tecnica da dove è possibile effettuare le riprese attraverso schermi semiriflettenti e dalla zona abitazione, comprensiva della stanza "Confessionale".
I dieci protagonisti dovevano essere messi in condizioni di vita il più possibile "nomali", soprattutto per quanto riguardava le condizioni dell'ambiente: temperatura, luminosità ed insonorizzazione.
La struttura della Casa è stata pensata e realizzata dallo scenografo Emanuela Trixie Zitkowsky in una zona isolata, all'interno di Cinecittà, dove (oltre alla struttura abitativa) sono state previste:
Zona ripresa (detta "Croce"), dove in un ambiente completamente buio e di colore tassativamente nero, i cameramen potessero muoversi per seguire le vicende all'interno. Il Corridoio nero è stato illuminato solo con lampade di wood (ultraviolette) per evidenziare solo i passaggi.
Le telecamere sono state montate su di un binario, posto lungo tutto il perimetro della zona tecnica, per facilitare le manovre di spostamento al buio.
L'impianto illuminotecnico doveva garantire il minor numero possibile di interventi di manutenzione nell'intero periodo della produzione, con gestione delle accensioni e spegnimenti remotata e gestita dalla regia.
La taratura colorimetrica e sensitometrica delle 30 telecamere doveva risultare omogenea e, visto il numero elevato, con necessità di interventi ridotta al minimo.
Le telecamere operanti nella zona tecnica, attraverso gli schermi semirifilettenti, dovevano garantire il più possibile la stessa resa fotografica di quelle all'interno dell'appartamento e di quelle in giardino. Unica eccezione: quelle ad infrarossi, finalizzate ad operare solo nelle stanze da letto e in assenza di illuminazione.
Luci e riprese
La luce proveniente dalle finestre, esposte a sud, è stata gestita in modo da armonizzarsi con le luci del soggiorno, così da non creare fastidiosi eccessi di contrasto o di sovraesposizione. A tale proposito si è anche tenuto conto delle variazioni che il sole avrebbe compiuto nel periodo delle riprese: la trasmissione infatti è avvenuta in condizioni di "ora legale" fino alla fine di settembre poi, oltre al ripristino dell'ora solare, è subentrato un continuo diminuire della presenza di raggi solari diretti e, comunque, sempre più in prossimità del tramonto: quindi con crescente dominante calda che ha interessato le zone adiacenti il soggiorno durante le ore crepuscolari, anch'esse in circostanze di luce variabili, vista la durata delle riprese fino a dicembre inoltrato.
La zona tecnica doveva essere assolutamente oscurata, al fine di impedire ai protagonisti di vedere i cameramen che vi operavano, pur mantenendo per essi una soglia di luminosità che ne consentisse i movimenti.
L'illuminazione del giardino è stata regolata, al fine di ottenere la massima omogeneità tra la situazione con luce diurna naturale e quella notturna artificiale.
La superficie degli schermi semiriflettenti, dal lato dell'appartamento, doveva ricevere il minimo possibile di luce diretta e periferica per evitare che parti delle telecamere retrostanti fossero colpite e quindi rese visibili agli occhi dei protagonisti.
L'illuminamento interno è stato reso quanto più omogeneo possibile, al fine di riprendere i soggetti in tutte le loro variabili condizioni di favore rispetto alle telecamere, sia interne che nella zona tecnica.
I corpi illuminanti, vista l'altezza dei soffitti (tipica di un appartamento tradizionale e non di uno studio tv) e inquadrabili dalle telecamere stesse, sono stati scelti tenendo anche conto di un valore di coerenza estetica con l'arredamento scenografico.
Per garantire un illuminamento che somigliasse il più possibile a quello di un appartamento tradizionale, senza alterarne la temperatura e senza eccedere in luminosità è stata effettuata la scelta di utilizzare tradizionali corpi illuminanti al neon.
Questo tipo di corpi illuminanti ci ha garantito anche svariati vantaggi pratici. Innanzitutto la durata nel tempo, a differenza di corpi illuminanti di tipo cinematografico e/o televisivo che hanno una vita media delle lampade intorno alle cento/duecento ore; poi la caratteristica di diffondere una luce di tipo "soft", adatta ad illuminare in modo omogeneo gli ambienti, consentendo alle telecamere di effettuare riprese in ogni angolo degli stessi con un'intensità luminosa pressoché uguale.
Il tipo di lampade usato aveva una temperatura colore di 5.500° Kelvin: questo allo scopo di uniformare la colorimetria dell'ambiente con quella della luce esterna che illuminava le finestre del soggiorno ed il giardino. Infatti in giardino i protagonisti potevano accedere senza rischio di difformità fotografica tra ambiente interno ed esterno: la taratura colorimetrica delle telecamere, quindi, è stata garantita costante nell'arco delle ventiquattrore ed uguale sia per quelle esterne, quelle interne e quelle nella zona tecnica.
Per ovviare alla mancanza di profondità, prodotta dalla luce soft distribuita nell'ambiente e in armonia con la progettazione dell'arredo di Trixie Zitkowsky, abbiamo concordato su l'uso di lampade dicroiche a 3000° K, dislocate nei punti classici dell'arredamento (cucina, salotto, tavolo pranzo, specchio bagno, camere), in modo da creare zone di luce calda, in contrasto con la luce diffusa in generale dai neon: in questo modo abbiamo recuperato nella ripresa il senso della profondità. In alcune zone è stato necessario rinforzare queste sorgenti con altre alternative, ma nascoste nel controsoffitto per poterle direzionare in modo tale da non colpire gli schermi semiriflettenti. Per questa necessità sono stati utilizzati proiettori di piccolo formato, con lampade da 70/150 W HMI (tipo DeSisti C.D. 7F o 15F mod. 3400/3410, o similari).
Per quanto riguarda l'illuminazione del giardino si è pensato di utilizzare lampade HMI a scarica (del tipo DeSisti C.D. 15 B. mod.3710, o similari), da 150 watt e 5600° K. più altre quattro identiche, collocate agli angoli del giardino stesso. Questo per avere una temperatura colore diurna e lasciare quindi inalterata la taratura delle camere durante le variazioni colorimetriche della giornata. Abbiamo così ottenuto, inoltre, una reale percezione dei colori crepuscolari che hanno naturalmente influito durante il tramonto sull'atmosfera fotografica del giardino e di parte delle finestre colpite dai raggi solari.
Accensioni e spegnimenti sono stati comandati dalla regia, fatta eccezione per le stanze da letto, gestite in autonomia dai concorrenti.
Luci basse
Vista l'altezza dei soffitti, la collocazione dei neon è avvenuta esattamente nell'angolo che questi formano con le pareti: sia per non essere troppo presenti nelle inquadrature, sia per distribuire sui volti dei personaggi un illuminamento tale da non provocare ombre fastidiose in qualunque posizione questi vengano inquadrati.
L'imprevedibilità dei movimenti di ciascun personaggio e le conseguenti inquadrature, tra l'altro molteplici, vista la quantità di telecamere, ci ha obbligato a considerare anche l'aspetto estetico dei corpi illuminanti, nonché la necessità di evitare che producessero forti sovraesposizioni in caso venissero inquadrati direttamente. Si è pensato, quindi, di non utilizzare normali plafoniere dotate di schermi in policarbonato: queste avrebbero provocato macchie fastidiose e ricorrenti di alta luminosità; bensì siamo ricorsi all'uso di tubi al neon soffiati per lunghezze modulari tra i 2 e i 3 metri. Questi, distribuiti su quattro file, hanno occupato l'intero perimetro del soffitto e sono stati collocati a 45° tra soffitto e parete. Per impedire la formazione di una fascia eccessivamente luminosa, è stata sovrapposta ai neon una griglia frangiflusso luminoso che, oltre ad aumentarne la diffusione, ha prodotto anche un gradevole aspetto estetico, in armonia con l'arredo di stile "high tech" previsto dal progetto scenografico.
Per quanto riguarda le riprese dei concorrenti esclusi che dovevano abbandonare l'edificio, le riprese all'esterno sono state effettuate con illuminazione fototelevisiva di tipo tradizionale, approfittando del fatto che l'avvenimento si svolgeva a quel punto all'esterno dell'Edificio.
Una situazione "normale":
Lo Studio
Lo Studio destinato ad ospitare il Talk-show ed il Riepilogo mensile è stato allestito nel Teatro 1 di Cinecittà. In questa situazione siamo tornati ad una realizzazione di tipo tradizionale: la scena comprende una zona pubblico ed ospiti ed una zona collegata, con schermi al plasma, alla Casa di Grande Fratello. Qui le riprese e la conseguente fotografia del programma sono state realizzate con strutture del tutto tradizionale per una consueta produzione tv.
Sono state impiegate 5 telecamere: 4 Sony 550 sx gaspedestal ed una SONY 550 montata su jimmy jib, fornite dalla EtaBeta e dalla Crimani Remotcam. Nello studio l'illuminazione è stata ottenuta con: 6 proiettori Fresnel da 5 kw Strand Lighting, 10 proiettori Fresnel da 2 kw, 4 sagomatori ETC da 550w, 1 sagomatore Strand Lighting da 2kw, 4 lampade Quarz da 800w Ianiro, 2 Par I6 50w/I2V Ianiro, 30 Par 56 da 300w, 50 Par 64 cp60 da 1000W, 4 mollface da 4 lampade e gelatine Rosco 3010, 104, 68, 205 e 202.
LE SCHEDE TECNICHE.1
Le Telecamere
- 9 Panasonic Digital 3ccd (fisse)
- 9 Panasonic Digital 3ccd (con Tilt e Pan remoti)
- 4 a raggi infrarossi
- 5 Sony digital 550 su testa Vinten
LE SCHEDE TECNICHE.2
I Microfoni
- 50 Panoramici fissi
- 10 Collarini wireless
LE SCHEDE TECNICHE.3
Corpi illuminanti usati nell'Edificio
- 40 plafoniere al Neon da 120cm ciascuna con due lampade da 38w 5600° Kelvin 941 lumen/watt
- 6 plafoniere da soffitto da 60cm (con lampade analoghe alle precedenti)
- 4 Par 16 lampade; 50W 220v dicroiche da 38°
- 2 lampade alogene da 75w (Confessionale)
- 6 applique con alogene da 60w
- 3 piantane con alogene da 60w
- 3 abatjour con alogene da 75w
- 2 lanterne con lampade al neon 3200° K 128w
- 3 lampade da soffitto da 100W
- 6 applique (stanze da letto) da 60w alogene
- 8 lampade HMI da 400w da Giardino (5600°K)
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