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DOSSIER
RADIO E SATELLITI
Suoni dal cielo, verso una nuova era
L'elemento emergente dalle varie interviste e dai dati raccolti è che, rispetto alla catena dei ponti terrestri, il satellite, prima di tutto, risolve il problema di connessione fra le varie sedi e i vari trasmettitori. Poi è strumento indispensabile di sviluppo di syndication ed espansione editoriale.
testi di Alessandro Miglio
interviste di Marco Lolli
Il satellite è, soprattutto, un vantaggio per le aziende radiofoniche: per i costi, che rispetto ad una rete terrestre da mantenere funzionante, sono inferiori a livello di manutenzione, per la migliore copertura territoriale e la maggiore qualità del segnale. Il passo mancante per il pieno uso del mezzo è che l'utenza si fornisca su larga scala degli apparati riceventi; a tutt'oggi i possessori di un decoder e parabola superano di poco i due milioni e mezzo. Per questo molte radio sono presenti o nei bouquet di D+ e Stream o con dei propri trasponder in chiaro.
Ma andiamo a vedere come alcune radio hanno utilizzato la tecnologia del satellite.
Radio Margherita (091.302712), per anni la radio più ascoltata in Sicilia, copertura straordinaria e capillarissima come segnale, tra le migliori dell'emittenza italiana, nelle ultime indagini Audiradio risulta in crescita del +34% ed è in aumento l'ascolto extraregionale. Così dopo alcuni anni ha pensato di realizzare una syndication per esportare il proprio format, che è, ad oggi, di sola musica italiana dagli anni '30. Essendo tra le ultime nate, Radio Margherita ha scelto il satellite come mezzo di trasmissione, con le affiliate Eutelsat F2 10° E. Orobello, titolare della radio dichiara "Non voglio dare troppe indicazioni, soprattutto tecniche, su quello che stiamo realizzando, perché, in fase di costituzione della syndication, non ci ha aiutato nessuno. Preferiamo pertanto mantenere una certa riservatezza. Posso però dire che il satellite ha effettivamente risolto il problema di come poter costruire una syndication e addirittura in tempi molto brevi, senza dare problemi né tecnici, né di copertura".
Invece una radio antesignana del satellite è Radio Italia (02.29516606) che, nel 1992, era una syndication con evidenti problemi di interconnessione tra le sedi regionali e una gestione dei ponti particolarmente difficoltosa. Nel 1991, quando si cominciava a pensare al satellite come soluzione a tali deficienze, in realtà non cerano le disponibilità, o meglio, esistevano società straniere che potevano effettuare il servizio, ma c'erano problemi di connessione di uplink con costi elevatissimi. Solo nel 1992, con Telespazio, viene firmato il primo contratto che permette a una Radio privata di trasmettere anche via satellite. Insieme a Radio Italia c'era anche Radio Radicale. La cosa è partita invece nel 1993, per una serie di disguidi e problemi burocratici. "L'obiettivo della radio è sempre stato quello di portare la musica italiana nel mondo - afferma il direttore Filippo Broglia -, di dare, al contrario delle multinazionali discografiche, un'opportunità alla musica italiana. Siamo la radio ufficiale degli italiani nel mondo, che sono più di 70 milioni, quindi più che in Italia.
La Tv Video Italia è nata con la stessa logica, non per fini economici, anche se poi è diventata un business. Anche in questo caso la tv italiana all'estero è seguitissima, molto più che in Italia, con dati Nielsen sopra ogni aspettativa. Tutto questo progetto, che coinvolge radio e televisione, è stato possibile grazie alla genialità dell'editore Mario Volanti. Possiamo così affermare che il core business di Radio e Video Italia è difendere la musica italiana".
"La rete è nata 1993 con una catena di ponti digitali terrestri - ci spiega Gaetano Notaro, responsabile tecnico - che trasportavano il segnale della sede fino allo stabilimento della Prais di Brescia. Da qui un uplink inviava due segnali digitali al satellite Eutelsat 10° E con la tecnica Comstream. Il segnale, captato dal satellite, con un apparato ricevente delle emittenti consociate, poteva infine essere irradiato al proprio bacino d'utenza. In quel periodo il satellite veniva utilizzato esclusivamente per collegare le sedi locali consociate alla syndication. Successivamente sono stati realizzati due sottoportanti stereo sul satellite Hotbird, sempre Astra, in analogico, un collegamento possibile grazie alla Globcast, società con il capitale della France Telecom. Successivamente viene costruito un canale in digitale su Telecom 2B 5° O, sempre in chiaro. Questo primo uplink, effettuato alla Prais, aveva la massima risoluzione possibile per allora e uno standard molto evoluto. In un secondo tempo un secondo uplink è realizzato nell'antenna comunitaria di Telecom, che nel frattempo si è fusa con Telespazio a Cascina Malpaga, dove sono posizionate tutte le radio di Milano che effettuano l'uplink satellitare, mentre il collegamento con la sede è garantito dalla linea CDN, con una qualità assolutamente identica alla prima connessione con la Prais. Nel 2000 con la trasformazione di Radio Italia da syndication a rete nazionale non esiste più la connessione con le affiliate, ma rimane la trasmissione via satellite per portare il segnale ai vari trasmettitori."
La nascita di video Italia ha fatto aumentare la copertura anche della radio perché sono stati aggiunti ulteriori satelliti in chiaro nei vari bouque di Telespazio e D+, non solo Constream con i 10 gradi E, ma anche con delle piattaforme che possono far vedere sia la radio che la televisione. Nel corso del tempo si sono aggiunte tutta una serie di situazioni satellitari che hanno permesso la copertura dell'America e dell'Europa. Una copertura estremamente complessa e quindi la loro esperienza merita due parole in più. Via sat avvengono, tramite satelliti affittati all'uopo, uplink mobili di Telespazio, utilizzati per realizzare i collegamenti speciali della radio e della televisione, eventi come Sanremo. Nella nuova sede a Cologno Monzese è stata posta particolare attenzione alle ricezioni del telecontrollo dell'arco orbitale, mentre gli uplink sono effettuati in maniera diretta. Video Italia sta sperimentando, per primo, un up-link in via CDN con una banda di 2Mega tramite il satellite Italsat in banda KA che poi viene rimandato al Fucino e rimesso a 13° E. Rispetto al 1992, che cosa è cambiato? I costi sono molto più bassi, gli operatori hanno una trattativa libera e affidata all'esperienza e sono molti di più.
Una radio un po' particolare che ha pensato al satellite per il proprio sviluppo è stata Radio Rock (06.43598891). Già nel 1993 la radio era una antesignana tra le radio locali per aver utilizzato il satellite in alcune esperienze internazionali con un formato particolare come quello della Rock Station, solo musica rock. L'idea era quella di trasmettere tutta la notte collegando varie emittenti italiane. Ovviamente, non essendo possibile realizzare una dorsale di ponti, è stato scelto il sistema satellitare. Dopo vari studi, nel 1993, insieme a Telespazio, viene stipulato il contratto che sarà perfezionato solo nel 1994 con Night Noise Network, che collega circa 10 radio locali in questa syndication, trasmettendo solo musica rock per due anni. Il sistema usato è Comstream per codificare il segnale in modo che non venga criptato dall'utente comune, il satellite è 10° E. Il segnale viene inviato fino all'antenna comunitaria di Telecom via cavo e da lì messo in orbita. Non c'è stato abbastanza denaro per portare avanti questa soluzione e di conseguenza anche l'idea del Network è un po' naufragata. "All'inizio le difficoltà - dichiara Paolo Mazzullo direttore della radio - erano enormi, tecniche, di esperienza ed economiche. Oggi stiamo utilizzando questo sistema, non più per il network, ma per servire il Basic di Stream. In seguito abbiamo aggiunto due portanti, una audio e una video, a 12.111 GHz in polarizzazione verticale, su Eutelsat 13° E di Telespazio per ridiffonere la radio su una portante radio e su una video dove è presente per il momento solo il segnale audio. Quello che vorremmo realizzare è un notturno per raggiungere gli italiani all'estero. Ci sarebbero anche i fondi per iniziare, ma non per la continuità di esercizio. Anche se oggi i costi del satellite si sono abbassati rispetto agli albori, e le varie opportunità di utilizzo sono molteplici, pensiamo a Internet e ai sistemi integrati, ciò nonostante i costi sono ancora troppo alti per l'emittenza locale".
Radio Popolare (02.392411), radio comunitaria di grandissimo prestigio ed esperienza nella quale "il problema principale era rappresentato - come dichiara l'amministratore delegato Sergio Serafini - proprio dalla comunicazione dalla sede locale alle varie affiliate, non solo per il collegamento fra le varie emittenti, ma anche per l'intersonnessione nelle varie fasce della giornata. Nel 1992 avevamo una dorsale Milano Roma, ma il problema principale era quello di non poter effettuare spilli dalla dorsale. Abbiamo avuto problemi con il Ministero per la gestione di questa dorsale e così in quell'anno abbiamo cominciato ad informarci sulla trasmissione satellitare con Telespazio. Accertata la disponibilità e le caratteriste del satellite, dopo aver esaminato anche la possibilità di appoggiarci a satelliti stranieri, per altro più convenienti rispetto a Telespazio come contratto, ma con qualche problema in più di uplink (in quel momento l'uplink doveva essere effettuato da Telespazio), decidemmo di firmare con Telespazio. Il programma di codifica era sempre Constream e ci siamo posizionati a Eutelsat2 10° E. L'unico inconveniente era che il sistema Constream aveva un costo di gestione molto elevato.
La tratta della dorsale Milano Roma ormai è stata eliminata e oggi utilizziamo il satellite per inviare il segnale alle nostre emittenti associate al network".
Ma come avviene la gestione dei collegamenti fra le varie radio locali e la sede centrale per trasmettere i contributi dalle varie radio locali? "Per la interattività con le sedi locali viene utilizzato il sistema ISDN, dove viene scelto un processore con il protocollo APTX per qualità fino a 20 KHz senza tempi di ritardo. In questo caso è possibile condurre un programma o un'intervista con un conduttore a Roma e l'altro a Milano, o in qualsiasi altra sede d'Italia, senza il ben che minimo ritardo. Il sistema è molto affidabile e tuttora molto usato per i collegamenti delle affiliate con la nuova sede centrale e viceversa".
Come vengono gestiti i sistemi satellitari dalla nuova sede? "Il segnale segue due percorsi per motivi di sicurezza - continua Sergio Serafini -. Il segnale arriva all'antenna comunitaria della Telecom a Cascina Malpaga tramite linea dedicata HDSL. L'uplink non viene effettuato dalla sede, ma direttamente dalla Telecom. Anche se lo spazio era disponibile abbiamo preferito non imbarcarci in ulteriori problematiche legate alla manutenzione, ai costi e alle attrezzature necessarie".
Un altra società che decide di servirsi del satellite è AREA che non è una emittente, ma una agenzia di stampa. "All'idea del satellite ci si pensava dalla ricostituzione di AREA - dichiara Roberto Secci - ma nel 1992, dopo i soliti problemi di rete terrestre, con disfunzioni e anomalie sulla rete SPER, della quale detenevamo il 50%, abbiamo cercato di andare sul satellite, ma Telespazio non accettò il contratto e così, fino al 1995, abbandonammo l'idea. In quell'anno, a seguito dell'applicazione della legge Mammì, la rete terrestre della SPER venne disattivata con la conseguenza che le emittenti locali rimasero senza i giornali radio di AREA. Siamo stati costretti a trovare una alternativa immediatamente e così, in soli 45 giorni, abbiamo firmato un contratto con Telespazio, ristabilendo i collegamenti con la rete. Il sistema scelto è l'IDC, un sistema con le stesse caratteristiche di Constream, ma più economico e flessibile, in grado di assicurare la massima resa ma anche una certo risparmio ad AREA e dotato inoltre di una codificazione tale da non permettere eventuali fughe dei contributi dell'agenzia stessa. Si è faticato molto a causa del monopolio di Constream a Telespazio, ma dopo aver quasi costretto Telespazio ad adottare il sistema IDC, oggi più del 45% delle emittenti ha seguito le nostre orme. Nel 1998 abbiamo realizzato un secondo canale; il primo canale serve i servizi di AREA1 e AREA3, mentre quest'ultimo, del '98 è stato dedicato ai servizi di AREA4 e alla ripetizione dei programmi di "Non Solo Musica", la Syndication di CNR Plus. Il satellite quindi non solo viene utilizzato per collegare le varie emittenti che usufruiscono dei servizi di AREA, ma anche per diffondere programmi in diretta del circuito "Non Solo Musica", per esempio il programma notturno "Viva la Notte Viva", trasmesso da varie emittenti italiane da mezzanotte alle 2.00, naturalmente su Eutelsat 10° E. L'uplink è dedicato a Piazza del Gesù; ci sono state molte pressioni sul Ministero per poter effettuare un uplink dedicato, e, ad oggi, il rapporto con Telespazio è ottimo. Per i progetti futuri, grazie anche alla tecnologia satellitare, puntiamo ad avere almeno 200 emittenti connesse".
Non è una radio, ma in pratica lo è: Euromedia (02.696861). Società di cui si parla molto, nata da una idea di Enzo Palazzolo, editore, qualche anno fa, di Italiavera e di Station One, ma anche motore di questa sua nuova iniziativa. "L'esperienza con il satellite inizia proprio con Italiavera - risponde Enzo Palazzolo - ed è stata determinante per lo sviluppo nel settore, in quanto costruita in tempi brevissimi. Uscito da un'esperienza prettamente radiofonica, sono riuscito a sviluppare questa idea, che non è altro che l'uovo di Colombo, ovvero realizzare delle radio tematiche ad hoc per delle realtà commerciali importanti. Volevo creare un mezzo nuovo, un'alternativa a quelli esistenti, per risolvere problemi comuni. Per un'azienda è importante globalizzare la comunicazione interna ed è determinante che questo avvenga con una normalissima ricezione satellitare, con un sistema consumer che costa relativamente poco. L'essenziale è entrare nelle case delle famiglie, perché ritengo che sia questo il business del futuro". Quindi sono state realizzate delle vere e proprie radio in chiaro, utilizzando il satellite Eutelsat 13° E, sono stati affittati dei trasponder e create le prime 5 radio: Radio McDonalds, Radio Rinascente, Radio Cooky Store e Radio Day Classis che trasmette sola musica classica per gli studi e i laboratori medici della catena Day Medical e, ancora in progetto, una radio per bambini, Radio Baby. "Sessanta milioni di persone ne usufruiranno - continua Palazzolo - perché, già negli Stati Uniti, esistono dei sistemi di ricezione satellitare per automobili che arriveranno prima o poi in Europa e questo ci permetterà di fare per primi delle radio tematiche a costi bassissimi che possono essere ascoltati quasi ovunque. Ho speso 70 milioni per una ricerca della CIRM su Radio Baby con dei risultati esaltanti; sarà una radio di favole, canzoni, ecc. che ha, come direttore, il noto cantante ed autore Franco Fasano; inoltre verranno realizzate delle partnership in lingua tedesca, inglese e spagnola. Tra breve partirà la Pseudo-TV che non è né una radio né una TV, e supporterà sia Radio Baby che le prossime iniziative di Euromedia. La gestione dei canali è effettuata tramite Telecom, ma non siamo rimasti soddisfatti di quello che Telecom ci ha offerto. Al momento abbiamo 10 sottoportanti stereo, un uplink proprio sulla sede dello stabile e Globcast effettua l'uplink multicanale. Stiamo lavorando con le Ferrovie dello Stato per la realizzazione di 4 canali, più un canale per una grossa catena di supermercati. Caratteristica importante è quella di poter usufruire di volta in volta di canali aggiuntivi a seconda delle disponibilità. Non ho più il terrore di dover tenere accesi tutti gli impianti di una rete o di una syndication con un enorme esborso economico. Oggi, quando non ho più il contratto con il cliente, spengo il transponder. Stiamo sviluppando nuove tecnologie anche per internet e abbiamo acquistato il portale cartunia.com. Un accordo è stato firmato con Claudio Cecchetto per il suo ingresso come socio in Euromedia e sta già partendo la verifica per il percorso e per il posizionamento in borsa della società". Quando gli chiedo se ha nostalgia per la radiofonia tradizionale, lui dichiara: "Non ho nostalgia per la radio generalista. Noi abbiamo la nostra azienda al 12° piano e, guardando dall'alto, mi rendo conto di essere più in alto delle reti nazionali. Siamo ad un livello superiore, più avanti, più tecnologici, non abbiamo più grosse problematiche e riusciamo a gestire tutte queste reti con un ristretto personale. Colgo l'occasione per ricordare che il direttore artistico di tutte le reti è Mauro Dani. Per questo mi sento su un piano di superiorità".
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