FICTION RADIOTV

PRODUZIONI LEADER
Produzione fiction tv: Italians do it better

di Alessandro Miglio


I tempi stanno cambiano anche nella fiction, all'americana "ER medici in prima linea" l'Italia risponde con "Un medico in famiglia" e con tante altre produzioni che catturano milioni di telespettatori, interessando sponsor e produttori, per un giro di centinaia di miliardi l'anno.

La Fiction non è più considerata una rappresentazione inferiore rispetto al cinema o allo spettacolo, ma oggi occupa decine di ore di programmazione settimanali all'interno dei palinsesti Rai e Mediaset. Una vera e propria industria, che necessita continuamente di professionisti e di idee. Non a caso Raifiction e Mediatrade realizzano direttamente i loro prodotti, cercando di utilizzare sempre più sceneggiatori, registi ed attori di richiamo, legati anche alla tradizione cinematografica.
L'obiettivo artistico è quello di catturare il pubblico, rendendolo partecipe della storia, coinvolgendolo con i sentimenti universali che caratterizzano la società moderna, strappando lacrime o sorrisi a milioni di telespettatori. La speranza (o meglio, l'obiettivo commerciale) è che i nuovi prodotti della fiction televisiva italiana possano riscuotere un successo analogo a quello de "La piovra", che è stata venduta in tutto il mondo, così da esser considerati una sorta di vetrina internazionale del "Made in Italy". Perché la fiction è business, miliardi e sponsor: stiamo parlando di centinaia di miliardi di investimenti l'anno, più precisamente oltre 500, tra Rai e Mediaset. Questo genere oltretutto ha già ridato linfa vitale al settore cinematografico (in crisi per lunghi anni), coinvolgendo migliaia di addetti ai lavori. Se pensiamo a tutta l'ampia area di indotto e agli sviluppi che ne potranno scaturire, si capisce che stiamo parlando di una vera e propria industria, con la possibilità di creare una gran quantità di nuovi posti di lavoro. Grazie anche agli incentivi economici che il governo assegna al cinema, alla cultura e allo spettacolo, si riesce a sviluppare maggiormente il prodotto italiano, ma forse ci vorrebbe qualcosa di più specifico per aiutare le produzioni minori, oltre a quelle già ben finanziate di Rai e Mediaset.
C'è però anche un rovescio della medaglia: questo aumento della fiction italiana rischia di prosciugare le risorse professionali. E' sempre più difficile trovare registi, sceneggiatori, tecnici di una certa professionalità. Il che prospetta delle ipotesi contradditorie: la qualità delle produzioni peggiorerà, a vantaggio della quantità, o invece migliorerà, ma producendo un minor numero di serie televisive... Siamo andati a chiedere lumi, e molte altre informazioni, ai principali responsabili del settore e vi presentiamo le loro opinioni nella ampia panoramica che segue.

RAIFICTION
Luca Milano - Responsabile Marketing

Qual è lo spazio che occupa la fiction nella Rai?
La fiction è passata nel '99 da prodotto-evento, importante, ma caratterizzato da una certa eccezionalità, a prodotto consolidato, che riveste un ruolo centrale nella programmazione Rai. I palinsesti di Raiuno e Raidue, in particolare per quanto riguarda la prima serata, sono costruiti su un progetto annuale che sta comprendo, anche in base alla disponibilità del prodotto fiction, un numero sempre maggiore di serate rispetto al passato. Si consideri che siamo passati da un totale di 48 serate nel 1998, nel periodo di garanzia (primavera e autunno), alle 73 del 1999 con un incremento di 25 serate che in termini di share significa il 3% in più per Raidue e lo 0,8% per Raiuno. Raidue ha sperimentato essenzialmente il successo di una produzione seriale come "Incantesimo", mentre Raiuno ha lanciato prodotti su successo quali "un medico in famiglia" e "commesse", fino a chiudere l'anno con "Jesus" che è stata la fiction più vista nel 1999. Queste sono tutte produzioni italiane con qualche attività di co-produzione.
Ci sono inoltre prodotti europei che vengono comprati in misura sempre maggiore. Rispetto a qualche anno fa, quando gli acquisti erano tutti provenienti dall'America, oggi ci si rivolge maggiormente al mercato europeo, soprattutto tedesco. C'è poi, come dicevamo prima, una parte di co-produzioni, anche se queste riescono a svilupparsi facilmente solo quando ci sono delle strutture produttive solide nazionali, e l'Italia in questo campo è la più debole d'Europa, almeno fino a qualche anno fa. Siamo dietro ai francesi, agli inglesi e agli spagnoli, per cui è necessario investire maggiormente per lanciare e far nascere una produzione nazionale forte, che poi è anche quella più apprezzata dal pubblico, limitando le co-produzioni a poche operazioni, magari di grande valore. Conviene invece sviluppare prodotti italiani che si avvicinino sempre di più agli standard europei, per poi poterli distribuire anche sugli altri mercati.

Chi compra maggiormente i nostri prodotti?
I mercati di maggior penetrazione sono l'Europa Orientale e l'America Latina, dove peraltro siamo presenti con Rai International, per cui bisogna calibrare quali sono i prodotti da vendere e quali da distribuire direttamente sulla rete.

Qual è il vostro target di riferimento?
Noi produciamo essenzialmente per il prime-time, avendo bene in mente che ci rivolgiamo al grande pubblico televisivo. E' il caso specifico di Raiuno, che, con una media molto alta di share, come quella del 30% circa e un pubblico molto numeroso, oltre gli otto milioni, può mantenere una media del genere solo con produzioni di questo tipo. Per Raidue c'è una maggiore differenziazione; ci sono dei programmi con una linea di produzione più femminile, è il caso di "Incantesimo" che viene trasmesso infrasettimanalmente in contrapposizione con le partite di calcio e altri con una linea di produzione più giovanile, è il caso delle miniserie. Oltre al grande pubblico familiare di Raiuno abbiamo lanciato, come alternativa alle partite di coppa di Canale5, un TV movie con la serie di "Donne al bivio" e operazioni un po' particolari, come quella con Cochi e Renato, nonché produzioni per il day-time, come la lunga serie "ricominciamo", attualmente in produzione. I generi sono molto differenziati in equilibrio tra serie lunghe e miniserie, quest'ultime, per necessità e per potenzialità, destinate a parlare di grandi eventi o di mondi esotici (è il caso di "Guardiani del cielo") o ancora di temi religiosi come in "Jesus" o "La Bibbia".

E il pubblico giovanile?
E' un pubblico che non è molto vicino alla fiction italiana, più attratto per scelte di vita o di cultura, dai prodotti americani. Quello che siamo riusciti a fare in questi ultimi anni è riuscire a catturare l'attenzione del pubblico giovanile che ha dimostrato un maggiore interesse rispetto al passato. Questo è accaduto nella serie "Un medico in famiglia" e anche in "Commesse", la prima con un coinvolgimento sia maschile che femminile, la seconda con una leggera prevalenza femminile. Anche i bambini sono molto attratti da fiction più semplici come quelle di "Don Matteo" o "Non lasciamoci più" con Frizzi.

Costi di produzione?
Dipendono da molti fattori. Soprattutto nel caso delle prosecuzioni seriali, c'è un incremento di costi dovuto ai maggiori ingaggi richiesti dagli attori, nonché alle nuove disposizioni di legge, agli accordi collettivi tra produttori e maestranze, ai compensi per le repliche. E' un settore il cui costo, proprio perché trainato dal successo di ascolto, è in continua crescita. Stiamo cercando di diversificare la produzione bilanciando le operazioni più costose delle miniserie con un aumento delle serie lunghe che hanno dei costi medi inferiori. Addirittura nel 99 il nostro costo medio rispetto al ?98 è diminuito, perché si è sviluppata la lunga serialità, arrivando ad un ?costo ora? di circa 800 milioni di media complessiva, che è comunque inferiore a quello di Mediaset.

RAI FICTION
Paolo Bistolfi - Responsabile monitoraggio e controllo

Come nasce una fiction?
L'idea, che può essere commissionata dalla RAI o proposta dalle case di produzione, viene esaminata da una commissione di tre responsabili artistici. Si realizza la fase di scrittura del progetto, si valuta il risultato della sceneggiatura finita, si studia un'ipotesi di cast, di regia ed in fine si valuta il budget, che spesso è condizionato dagli attori, poiché il successo di una fiction è dovuto, in buona parte, alla partecipazione di questo o quell'attore.

Parliamo di produzioni?
Il budget può essere composto interamente da un finanziamento RAI, oppure da una forma di produzione associata o coproduzione con partner europei. Una terza possibilità è quella di far entrare in partecipazione il produttore che ha trovato altri partner su mercati esteri.
Comunque una volta stanziato il budget si passa alla produzione. La RAI dispone di studi di ripresa a Torino con l'azienda "Pixel" che si occupa della parte artistica (cast, sceneggiature, scritture), mentre le riprese e la registrazione vengono fatte dai tecnici della Rai negli studi della Rai. A Napoli la "Grandi" è l'impresa che si occupa della parte artistica e il "Centro di Produzioni di Napoli" di quella tecnica. Comunque la maggior parte delle produzioni sono realizzate dalle aziende cinematografiche italiane.

Le nuove tecnologie che importanza hanno?
Solo ora stiamo sperimentando le nuove telecamere della Sony con gli obiettivi intercambiabili, in modo che il prodotto finito si avvicini il più possibile alla qualità cinematografica. Non c'è una grande ricerca della qualità tecnica e fotografica anche perché il formato televisivo non consente di apprezzare tali cambiamenti, quindi si preferisce lavorare con sistemi a presa diretta, più pratici e più rapidi. Le migliorie tecniche del prodotto sono spesso condizionate dal mercato, al fine di poterlo vendere meglio all'estero.

MEDIATRADE
Simone de Rita
Direzione Mediatrade di Roma

Qual è l'impegno della fiction nella vostra azienda?
Fino ad oggi sono state trasmesse delle miniserie, dalle due alle quattro puntate ognuna, ma nel prossimo futuro stiamo realizzando delle produzioni più lunghe, arrivando ad un formato medio di 24 episodi di 50 minuti per serie. Rimangono nel palinsesto le medio-piccole produzioni di grande richiamo, come quella di "Padre Pio" di Carlo Carlei che, oltre ad essere un grande evento per la rete, riteniamo che possa essere anche un buon prodotto europeo.

Il pubblico come risponde?
Canale5 ha un pubblico adulto, da non confondere con quello di Raiuno che è più anziano. Di conseguenza la famiglia a cui ci rivolgiamo è quella nella quale i genitori o il single hanno una età che non supera i 45-50 anni ed è una famiglia moderna, di conseguenza la fiction che proponiamo affronta temi più larghi. Lo share medio è oltre il 20% con punte che superano la media della rete, dato, che prevediamo di aumentare nei prossimi mesi, di qualche punto, in virtù anche dei successi che stanno riscuotendo le ultime serie, come "Ultimo" e "Ultimo Due". Invece per Italia1 il target è più giovanile, più attento ai cambiamenti, un po' più spregiudicato e qui proponiamo delle serie più giovani, con una prevalenza di prodotti acquistati all'estero, specie le serie americane, ma, anche qui, stiamo cominciando a proporre prodotti italiani.

Come avvengono le produzioni?
Noi di Mediatrade siamo in joint-venture con la Beta, azienda di broadcasting tedesca, con cui realizziamo le principali serie. Attualmente stiamo producendo un grande evento con attori internazionali. Collaboriamo inoltre con Tele5 spagnola e Canal Plus francese, sia per quanto riguarda la produzione, che per la compravendita dei prodotti.

Come sviluppate le produzioni?
Per le serie lunghe giriamo spesso con almeno tre camere e 2 gruppi, tutto in ripresa elettronica, questo per i vantaggi di manovrabilità e di velocità nella produzione di una puntata, in quanto effettuiamo anche 2 o 3 minuti di girato in diretta, in moda tale da poter finire una puntata a settimana. Usiamo invece le camere da 16mm per le altre serie e, in casi eccezionali, quelle da 35mm, come per le serie evento, che stimo realizzando con la Ferilli o Depardieu.

Quali sono gli investimenti futuri nella fiction?
Attualmente il budget previsto per il 2000 è di 280 miliardi, ma prevediamo che aumenti nell'ordine del 20/30% annuo.

PANALIGHT/PANAVISION
Gian Franco Borgiotti - responsabile Panalight/Panavision
(e vice presidente della UNITEC Unione Nazionale Industrie Tecniche Cineaudiovisive)

"Non c'è al mondo nessun'altra industria che richieda un così lungo lavoro, una dedizione così completa e una tal concentrazione di attività e di pensiero, quanta il Cinema ne richiede" questo è quanto affermava Luigi Einaudi e quanto si trova scritto dietro i bigliettini da visita della Panavision. Collocata alle porte di Roma, lontana dal traffico e dal parcheggio selvaggio, si trova una delle principali aziende del settore cinematografico per la fornitura delle attrezzature sia di illuminazione che di ripresa. Tra le produzioni principali a cui ha partecipato con uomini e mezzi ricordiamo "La vita è bella" di Benigni, record di incassi nella storia del cinema italiano e poi ancora i film di Pieraccioni "Il ciclone" e "Fuochi d'artificio".

Ma come stanno rispondendo le aziende italiane di noleggio e gestione dei mezzi tecnici al continuo incremento di richiesta di materiale per le produzioni fiction?
Certo la fiction, specialmente quella televisiva, non è il cinema; lo dimostrano i budget che sono nettamente inferiori a quelli stanziati per il grande schermo. Ma è vero che è in continua crescita e sono sempre maggiori le richieste di uomini e mezzi. Purtroppo è difficile trovare personale qualificato, professionisti si intende, di quelli bravi ce ne sono pochi.

Chi investe maggiormente?
Mediamente sia Rai che Mediaset ormai si sono stabilizzate su degli investimenti standard; aumentano le produzioni, ma si abbassano i costi. Oggi noi forniamo apparecchiature per le riprese e l'illuminazione al minor costo europeo. Questo non perché facciamo beneficenza, ma solo perché riusciamo ad abbassare i costi con l'aumentare delle produzioni fiction e cinematografiche.

Quali sono le ultime produzioni a cui avete partecipato con la vostra attrezzatura?
Per Mediaset "Lui e Lui", "Don Matteo", "Questa casa non è un albergo" e poi "Padre Pio" di Carlei, una produzione Angelo Rizzoli, con l'organizzazione generale di Antonio de Simone. Mentre per la Rai "Un medico in famiglia", di cui si sono da poco concluse le riprese, "Hotel Otello", "La squadra" e poi le ultime due fiction che vedremo sulle reti nazionali: "Turbo" con Alberto Tomba nel ruolo di un poliziotto e i nuovi episodi del "Maresciallo Rocca".

Quali sono le attrezzature che voi fornite?
Tutto il necessario. Dalle luci alle videocamere da 16mm, che sono quelle più usate, fino ai carrelli, i binari di scorrimento degli stessi per i percorsi sconnessi, bracci meccanici che arrivano fino a trenta metri, ventilatori e quant'altro.

Le differenze di ripresa tra una 16mm e una 35mm?
Ovviamente la qualità. Cambia tutta la produzione: scegliere di girare in 16 o in 35mm significa un diverso modo di riprendere, cambiano le luci, le videocamere. Una camera da 16mm costa 200 milioni e un obiettivo dai 40 ai 50 milioni, contro il miliardo che ci vuole per acquistare una videocamera da 35mm, di conseguenza i costi di noleggio variano notevolmente.

CINECITTÀ SERVIZI
Antonio Morè
Direttore Generale

L'impegno di Cinecittà nella Fiction?
Per noi non cambia molto, anzi possiamo dire che l'impegno è lo stesso, i teatri di posa che vengono occupati sono impegnati nello stesso modo come se si stesse girando un film. L'unica differenza è che la fiction dura di più quanto a occupazione delle strutture rispetto ai tempi del cinema. Comunque a fine anno qui è passato il 20/30% di tutta la fiction che viene prodotta in Italia.

Quali sono le produzioni attuali?
Ora stanno girando "Distretto di Polizia" e "Giornalisti", produzioni della Publiglobo e della Novafilm, entrambe di Mediaset. E' da poco terminata "Nanà" della Dearfilm sempre per Mediaset, mentre abbiamo finito da poco le riprese della nuova serie di "Un medico in famiglia" per la Rai.

Come avvengono le riprese rispetto alle produzioni cinematografiche?
Le riprese si fanno spesso su pellicole da 16mm o Super16, qualcuna delle ultime produzioni è in 35mm, anche se ultimamente si stanno realizzando riprese con telecamere digitali. Tecniche diverse condizionate spesso dai tempi a disposizione. Il digitale lo montiamo direttamente in regia senza dover sviluppare le pellicole.

GRUPPO ANGELO RIZZOLI
Antonio De Simone Golluscio
direttore generale produzioni

Come è strutturata la vostra azienda?
Le due società Videotrade Audiovisivi e Produzioni Aventino fanno capo ad Angelo Rizzoli, la prima lavora con Mediatrade e la seconda con Raifiction.

Quali sono le ultime produzioni realizzate?
"Padre Pio" e "Le ali della vita" con Sabrina Ferilli e Virna Lisi, sono due miniserie da 100 minuti ciascuna, realizzate per Mediatrade, invece per quanto riguarda la Rai l?ultima produzione è la terza serie di "Le ragazze di Piazza di Spagna".

Gli sviluppi dell'azienda e della fiction?
Angelo Rizzoli ha un passato di grande cinema; se pensiamo solo ad alcuni dei nomi con cui ha lavorato, Amelio, Tornatore, si capisce l?importanza e l'esperienza dell'azienda. Oggi, ma già da qualche anno, la strategia del gruppo sta cambiando puntando sempre di più sulla fiction, grazie anche ad una domanda in continuo aumento. Ovviamente questo non significa un abbandono del cinema, che rimane tuttavia un evento eccezionale. Sono già in lavorazione per quest'anno nuove produzioni: "Piccolo mondo antico" con la regia di Cinzia Torrini e "Cuore" serie di 6 puntate di 90 minuti ciascuna, diretta da Maurizio Zaccaro. Entrambe le produzioni sono per Mediatrade, mentre una serie di sei puntate che si chiamerà "Cuccioli" per la Rai.

Proponete voi delle sceneggiature a Rai e Mediatrade o vi vengono commissionate?
Entrambe le cose. Per esempio nel caso di "Le ragazze di Piazza di Spagna", avendo girato le prime due serie, ci è stata richiesta la terza. Nel caso di "Padre Pio", invece, Angelo Rizzoli ha comprato i diritti del romanzo di Allegri, ingaggiano Castellitto, e in questo caso, abbiamo proposto la sceneggiatura completa di storia e attore. Se pensiamo inoltre alle conoscenze di Rizzoli con il mondo degli sceneggiatori, tra i quali Massimo De Rita, si capisce subito che siamo in grado anche di proporre delle sceneggiature.

In Europa avete collaborazioni?
Abbiamo dei rapporti bilaterali con la Taurus azienda tedesca, che da anni ha una straordinaria esperienza nella fiction, il che ci porta ad avere partecipazioni nostre in loro progetti e viceversa.

Il prossimo futuro della fiction?
In grande espansione, rivolto sempre più al mercato italiano. Sono stati stravolti completamente i budget delle aziende Mediaset e Rai. Quest'ultima ha compiuto una vera inversione di tendenza: oggi la Rai produce di più di quanto investe nell'acquisto di prodotti esteri.

In quale misura lo Stato aiuta lo sviluppo di questo settore?
Per il momento per niente, tranne nel caso della Rai per la quale, se vogliamo, indirettamente il capitale ha anche una partecipazione statale, mentre per Mediatrade è un mercato che si muove esclusivamente sul privato e di conseguenza i budget derivano dalle sponsorizzazioni. Ci auguriamo che nella fiction italiana possa accadere quanto già avviene nel cinema con delle partecipazioni statali.

C'è differenza tra cinema e fiction?
Partiamo dalla premessa che la maggior parte dei produttori di fiction sono case cinematografiche che fanno o che hanno fatto cinema e questa è anche una garanzia per il cliente. Le differenze dell'impegno che può avere una produzione televisiva con quella cinematografica sono poche e sempre di meno. Se pensiamo alle persone; ormai un attore di teatro o di cinema si muove con naturalezza anche sul set di una fiction, cosa che fino a qualche anno fa era vista più come un ripiego o un accontentarsi. Anche le tecniche di ripresa si stanno evolvendo; se per il 90% delle produzioni fiction si utilizzano delle cineprese da super16mm, come è stato il caso di 2Le ragazze di Piazza di Spagna", c'è anche chi vuole realizzare delle produzioni evento, come nel caso di "Padre Pio" dove abbiamo potuto fare un discorso di qualità, raggiungendo così un risultato equivalente a quello di un film da sala cinematografica medio-alto. "Padre Pio" è stato girato con un regista come Carlei, con una cineprese da 35mm, con un impianto tecnico come quello usato nel cinema, con tre camere da presa e con 130 mila metri di girato. Per il regista ancora ci sono delle differenze di ripresa; per esempio il primo piamo è un'esigenza che è sentita meno rispetto alla televisione, dove, come è usuale dire, parlano le facce. E' difficile porsi problematiche di luci fino al perfezionismo, quando poi la qualità televisiva non ne permette il pieno godimento. Da questo punto di vista il cinema ha ancora una sua magia.

L'avventura di una produzione "outsider"
"Estreme" è il titolo di una fiction di produzione interamente italiana che narra la storia di tre ragazze che si conoscono su internet e che decidono di vivere insieme una fantastica avventura, praticando sport estremi. Una storia di donne moderne, di amicizia, di solidarietà e di forti emozioni; una storia di scoperte, di sfide con se stesse e di delusioni e successi, con un pizzico di thrilling, che alla fine porterà le tre ragazze a formare un trio combattuto, ma indissolubile. Girato in soli quattro giorni e montato in venti, "Estreme" è un telefilm che inventa una nuova definizione: quella di "real-fiction". Infatti, partendo da una sceneggiatura ben definita, le attrici protagoniste compiono realmente tutte le azioni pericolose del film, come quella di gettarsi nel torrente gelato a novembre, o fare rafting, o ancora Hydrospeed senza controfigure e senza trucchi; insomma, tutto quello che si vede corrisponde a realtà.
Raro esempio di produzione low-budget italiana di qualità, "Estreme" è un serial "eroico" di una freschezza inaspettata, un'opera prima che è quasi un miracolo, e che, non a torto, qualcuno definisce già un "cult" nel suo genere. Pochi mezzi, tanto entusiasmo ed una narrazione fluida ed avvincente, con un linguaggio giovanile proprio perché raccontato dalle protagoniste partendo dagli spunti della sceneggiatura: questi i pochi e semplici ingredienti della ricetta di questa serie che potrebbe anche iniziare un nuovo ciclo.
La serie è stata programmata per "Sportivì", il magazine dedicato agli sport estremi, in onda sul circuito nazionale Odeon Tv.
La produzione è stata curata dalla Tandem Media & Communication S.r.l., specializzata da anni in produzioni e distribuzione di grandi eventi sportivi. La regia è di Lorenzo Galanti, alla sua prima volta nella fiction televisiva, ma con alle spalle anni di esperienza di produzioni.
Le protagoniste sono la giovane Valentina Ioni, di Roma, al suo esordio; Caterina Gonnelli, giornalista televisiva fiorentina; e infine Manuela Mezzadri, di Parma, apprezzata fotomodella. Le riprese ed il montaggio sono curate da Leonardo Conti, già da tempo regista televisivo di VideoMusic, di Tmc e di numerosi videoclip, amico fraterno di lunga data di Lorenzo Galanti; produttore esecutivo Andrea Dini, socio ed amministratore della Tandem; direttore di produzione Tiziana Torto, una delle fondatrici dell'epoca d'oro della tv milanese dei videoreporter SeiMilano, dove ha iniziato a lavorare con il regista; fotografo di scena Corrado Capobianchi, fotografo ufficiale Nikon specializzato in riprese d'azione; ed infine per ultimo, ma non ultimo, Ivan Pontarollo, pluricampione italiano di canoa, fondatore del centro sportivo IvanTeam in Val Brenta, dove si sono svolte le riprese.

Fiction trasmessa nei due "periodi di garanzia"
(primavera e autunno)
confronto tra 1999 e 1998

RAIUNONei due periodi di garanzia, RAIUNO ha trasmesso complessivamente:
- nel 199831 serate di fiction
- nel 199944 serate di fiction (+13 serate)

I risultati di ascolto della fiction trasmessa in garanzia sono stati in media:
- nel 19987.904.000 spettatori
- nel 19998.008.000 spettatori (+104.000 spettatori)

I risultati di share della fiction in garanzia sono stati:
- nel 199829,15%
- nel 199929,91% (+0,8%)

RAIDUENei due periodi di garanzia, RAIDUE ha trasmesso complessivamente:
- nel 199817 serate di fiction
- nel 199929 serate di fiction (+12 serate)

I risultati di ascolto della fiction trasmessa in garanzia sono stati in media:
- nel 19984.141.000 spettatori
- nel 19994.967.000 spettatori (+826.000 spettatori)

I risultati di share della fiction in garanzia sono stati:
- nel 199815,30%
- nel 199918,33% (+3,0%)

CANALE 5Nei due periodi di garanzia, CANALE 5 ha trasmesso complessivamente:
- nel 199830 serate di fiction
- nel 199929 serate di fiction (-1 serata)

I risultati di ascolto della fiction trasmessa in garanzia sono stati in media:
- nel 19986.260.000 spettatori
- nel 19995.366.000 spettatori (-894.000 spettatori)

I risultati di share della fiction in garanzia sono stati:
- nel 199823,70%
- nel 199920,73% (-2,97%)